Medico del Forlanini va in pensione
ex pazienti su Facebook lo salutano

ROMA - «Avere l'onore di abbracciare e salutare il Prof. l'ultimo giorno del suo lavoro...non ha prezzo...grazie Prof. per tutto quello che ha fatto per questo ospedale».

Corre sul web un abbraccio virtuale al quale si sono strette più di cinquemila persone. "Gli amici di Massimo che per caso sono passati dal Forlanini" è il gruppo creato su Facebook per salutare Massimo Martelli «oggi primario e direttore della chirurgia toracica dell’ospedale Carlo Forlanini di Roma , membro del consiglio superiore di sanità, classe 1944, che il 31 agosto va in pensione».

«Sarà impossibile per chi l’ha conosciuto , l’ha vissuto, l’ha amato, ed ha avuto l’onore di incontrarlo nel percorso della vita parlare di addio perché sarà impossibile dimenticare una persona che ha dato così tanto da ricordare e nessuno vuole dimenticarlo, anzi questo vuole essere un riconoscimento alla sua carriera ma soprattutto all’uomo, al medico, all’amico che con passione, sacrificio e generosità ha difeso la nostra salute» a scrivere è Roberta Crisanti, membro del gruppo su facebook.

«Quell’uomo - aggiunge - che ti riceve nella sua stanza davanti ad una scrivania dove tutto è disordinatamente ordinato, una scrivania che ha vissuto migliaia di drammi, di storie di disperate speranze, trent’anni di volti, sguardi, parole e anche parolacce dette spesso per alleggerire il cuore di chi entra in quella stanza con la morte dentro».


Nella lettera scritta in nome dell'esercito dei 5mila si legge: «lui non è soltanto questo, lui diventa il “padre” di tutti i suoi pazienti ed in giro per il mondo ci sono tanti figli che lo amano e desiderano ringraziarlo come il papà dal cuore grande ed una bontà infinita che con il suo amore e la sua professionalità ti accompagna nella brutta avventura, portandoti in braccio fino alla fine e seguendoti sempre. Il Prof. Martelli un uomo che è riuscito a trasmettere la sua straordinaria carica umana a tutto il suo reparto medici ed infermieri compresi rendendo la sua equipe “una seconda famiglia” quella famiglia sempre pronta a riceverti ed accoglierti senza farti sentire mai solo».

Poi il ringraziamento finale: «Grazie Professore, se oggi ancora tanti polmoni continuano a respirare e a portare ossigeno a tutto il corpo è solo grazie a Lei».

Venerdì 30 Agosto 2013, 15:58 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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