Un astrofisico a don Bosco sulle tracce della cometa

di Raffaella Troili
Il Calendario dell’Avvento,
quattro dicembre: il primo
a disegnare la stella cometa
con la coda fu Giotto, nel 1299.

@danielegabrieli

Un pizzico di scienza, una manciata di fede, una dose di curiosità, un po’ di fantasia e l’incantesimo è pronto. Stasera alle 18,35 l’astrofisico Gianluca Masi salirà sull’altare della Basilica di San Giovanni Bosco a Cinecittà, ennesimo scambio d’informazioni tra scienza e chiesa, connubio caldeggiato in questi anni anche da Bergoglio. Lo scienziato terrà una conferenza dal titolo: “La cometa di Natale”, nel frattempo gli studenti dell’Argan e del Villa Sora daranno vita a una estemporanea di pittura, al termine tutti in cortile per scrutare il cielo con il telescopio e l’astrofisico. Masi, che è responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma, farà prima un rapido excursus sulle comete raffigurate in arte. Prenderà spunto da due immagini: l’arazzo di Bayeux dove è rappresentata l’apparizione «non fedele alla realtà» della cometa di Halley nel 1066 e l’Adorazione dei Magi realizzata da Giotto, dove la stessa cometa, pochi anni dopo, è riprodotta in modo naturale come se fosse stata davvero vista dall’autore, «il ricordo di Giotto coincide con la prima rappresentazione di un astro così». Quanto alla cometa di Natale, «come disse già Keplero è un simbolo legato al primo Natale della storia, in realtà dovuta, archivi alla mano, a una triplice congiunzione di luci tra Giove e Saturno all’interno della costellazione dei Pesci». Altri colpi di scena ci saranno. Non tutti però sanno che le comete sono astri imprevibili, ogni notte è buona per trovarsele davanti.
Mercoled├Č 20 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:18

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