Tutti nella mischia del Wheelchair rugby, altro che Sei nazioni seduto

di Raffaella Troili
Siete liberi sabato prossimo? Non dimenticatevi del #6sedie
Rufo Iannelli

La Roma gioca domenica, la Lazio lunedì, per gli appassionati di sport e non solo, l’appuntamento di sabato, il Sei nazioni seduto, può essere un’alternativa per conoscere e invaghirsi del Wheelchair rugby, che al primo impatto, detto così, sembra tanto fico, poi uno realizza che si tratta di disabili in carrozzina e chissà che pensa. Fuori strada, non è una iniziativa strappacuore, perché i rugbisti sulla sedia a rotelle oltre a essere assai ironici e bellocci, non hanno altra voglia che giocare, divertirsi e far vedere a tutti quanto sono bravi. Non sarà dunque un semplice raduno di atleti in carrozzina. «E’ l’emozione di poter essere anche irruenti», prova a dire cos’è il Wheelchair rugby Rufo Iannelli dei Romanes, ma fanno prima i suoi occhi a spiegarlo. Quello di sabato (aperto a tutti e gratuito, appuntamento alle 15 al PalaLuiss di via Martino Longhi) vuol essere un evento dimostrativo, una festa, un match in piena regola, alla vigilia del Sei nazioni, Italia-Inghilterra, del giorno dopo. Per l’occasione una rappresentativa di ex azzurri (Mauro Bergamasco, Maurizio Zaffiri, Giulio Toniolatti, Valerio Bernabo’, Marco Bortolami, Michela Tondinelli) saliranno sulla sedia a rotelle per sfidare una all stars italiana di rugbisti in carrozzina. Farà un passaggio anche chef Rubio, in veste di appassionato. Seguirà una gara vera tra giocatori provenienti da 7 club italiani, atleti tetraplegici o con disabilità, pazzi per il rugby. L’evento è promosso da Fispes, Romanes Wheelchair Rugby e Fir.
Mercoledì 31 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 03-02-2018 11:33

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