La scuola materna ostaggio del papà stalker

di Raffaella Troili
C’è in giro proprio uno stock di genitori fallati. Tra bimbi col tetano nel 2017 e mamme che picchiano maestre non ci resta che l’estinzione
@AlbertoPiazza1


C’è una scuola materna all’Appio Latino dove la dirigente è costretta a casa per infortunio. Era nell’aria, non fa notizia perché non ci sono maestre che hanno “seviziato” bambini ma solo dei docenti, e soprattutto lei, perseguitati da un genitore stalker che giorno dopo giorno ha seminato terrore nella scuola, a ridosso del parco della Caffarella. Torniamo indietro: c’è un bambino iperattivo, una famiglia che fa storie ogni santo giorno con le maestre della scuola dell’infanzia, il sostegno che non basta, i blitz senza regole del padre, energumeno aggressivo, intrattabile. E i pianti delle docenti, offese, terrorizzate, sole. «Faccio un macello», e giù sceneggiate quotidiane. Porte sbattute, bestemmie, minacce («so dove abiti»), ogni giorno pretese di chiarimenti pretestuosi. Fino al culmine: la direttrice rincorsa, lei che sviene nell’androne tra bestemmie offese e bambini spaventati. E poi l’ambulanza, il trauma cranico, la denuncia ai carabinieri per reiterazione del reato, aggressione a pubblico ufficiale nel luogo di lavoro. Il senso di impotenza: «In una scuola può entrare chiunque? Che sicurezza c’è». Una scheggia impazzita ha messo in tilt un plesso, «dal Municipio più volte sollecitato solo silenzio, noi amministratori maltrattati, lasciati soli, l’utente reo è ancora nella scuola dove ha colpito, eppure sul bullismo si lavora da qui, i risultati poi si vedono alle medie». A parlare è una dirigente scolastica di una materna, che vorrebbe tornare a lavorare, ama tanto il suo lavoro. 
Mercoled├Č 8 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
QUICKMAP