Roma, alle volpi di Villa Pamphilj non bisogna portare il pane

di Pietro Piovani

«Son Giglio e son desta, ed oggi in occasione della giornata uggiosa, ho deciso di fare un po’ di toletta: una grattatina, una sgrullatina, due passi sull’erbetta fresca, insomma tutte quelle piacevoli attività che noi volpacchiotte di primo pelo amiamo fare, qui a due metri dal laghetto del Giglio».
Associazione per Villa Pamphilj


In questa città ormai tutti gli esseri viventi, animali o vegetali, diventano persone. I cani e i gatti sono trattati come figli. Un albero di Natale è una celebrità, la sua morte viene annunciata sui giornali e la sua salma imbalsamata si prepara a diventare oggetto di culto come le spoglie di Lenin a Mosca.  Due falchi che hanno nidificato sotto ai tetti dell'Università La Sapienza vengono seguiti da anni in diretta su internet con una webcam, sono marito e moglie, gli appassionati li hanno chiamati Aria e Vento, con scarso rispetto della loro privacy ne spiano la riproduzione, e quando si schiudono le uova fanno festa come per la nascita di un nipotino.
 
Da un po' di tempo a Villa Pamphilj si sono stanziate due volpi, amatissime. I frequentatori del parco le hanno battezzate Giglio (dal nome del laghetto presso il quale hanno stabilito la loro tana) e Pirata (per via di un occhio offeso). Tutti le cercano, le fotografano, e c’è chi per loro lascia nella zona molliche di pane o avanzi di cibo. Le volpi peraltro potrebbero essere più di due, anzi pare che abbiano anche prodotto una cucciolata, e comunque già negli anni passati erano stati avvistati altri esemplari, insomma la specie sembra essersi ormai insediata stabilmente nella Villa.
 

Tutto bene allora? No, anche su questo ci si divide e ci si accapiglia, come ormai su tutto a Roma. Viene contestata l’abitudine di portare cibo a predatori selvatici che invece dovrebbero essere capaci di procurarsi il pranzo da soli, si rischia di viziarli. La stessa diffusione delle foto su internet è oggetto di dibattito, alcuni sostengono che non si deve dare pubblicità alla presenza di Giglio e Pirata nel parco, potrebbero attirare l’attenzione di qualche male intenzionato. Dunque anche questo articolo verrà probabilmente criticato. Noi però speriamo che le volpi romane, sicuramente lettrici del Messaggero, ne saranno contente.

(Sopra, nelle foto di Alessandra Cecati, la volpe Pirata mentre mangia un pezzo di pane lasciato da qualcuno a Villa Pamphilj)

pietro.piovani@ilmessaggero.it
Giovedì 4 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 02:43

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1 di 1 commenti presenti
2018-01-04 08:38:13
E' davvero una pessima abitudine quella di umanizzare gli animali. Le volpi sono animali carnivor, non onnivori, e sono animali che si procurano il cibo con la caccia: portare del pane è fare loro del male. Gli animali si spingono nelle città spinti dal fatto che l'uomo sta distruggendo il loro habitat naturale.
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