Prima lezione di felicità: siate gentili

di Maria Lombardi
La gentilezza è bella. È bello essere gentili. Provateci se vi capita.
@helya79

Si può fermare qui. Il tassista cortese scende dalla macchina e apre lo sportello. Grazie, davvero. Ma si figuri, lei è una cliente. Il barista premuroso porge lo scontrino, buona giornata e buona settimana. Il caffè del lunedì resterà il migliore. Il signore in fila al supermercato cede il passo, prima lei. Tre gentilezze una dietro l’altra. E che succede? Raccontiamo sempre di una città isterica e maleducata dove tutti fanno di tutto per rubarti qualcosa, il posto in metro, cinque centimetri d’asfalto, il parcheggio. E invece ogni tanto capita di incontrare chi crede ancora nella potenza del garbo. 
Raccontiamo anche di loro, hanno molto da insegnare. Non sanno forse, i sostenitori dell’arroganza, che la gentilezza fa star bene, prima di tutto a chi la pratica. Ormai lo insegnano anche nelle università, e non i prof di filosofia morale. Il corso più seguito a Yale, uno dei migliori campus Usa, è quello tenuto dalla psicologa Laurie Santos sulla felicità. Spiega, la docente, che gli studenti anche di successo e con ottimi voti, ragazzi privilegiati e magari anche ricchi, sono stressati e infelici. Si occupano troppo dei risultati e poco di se stessi, coltivano più l’ambizione che l’amicizia. Ogni settimana la professoressa assegna ai ragazzi dei compiti, «non facili», dice. Uno dei primi è questo: praticare atti di gentilezza. Nessuna retorica sul buonismo, niente promesse di paradiso. Solo strategie di benessere. Siate gentili, insegna la prof, è un regalo che fate a voi stessi.
Venerdì 9 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:54

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