La guerra delle bici invade i condomini

di Raffaella Troili
Acquistata rastrelliera. Condominio, fatti sotto. 
@fraq

Federico fa freestyle con la bici sulle scale, Daniele la smonta tutta e la spinge a forza in ascensore, Rosalba la lascia fuori e chissene, altri ancora pagano un posticino in garage. Non c’è pace nei condomini romani, dove ogni proposta si blocca e vige la vecchia regola del dispetto. La guerra delle rastrelliere si consuma lenta e sfiancante, gli androni vuoti e le stanze d’uso comune abbandonate, ne sono il segno evidente. Intanto, in attesa di riparlarne in assemblea, le biciclette vengono trascinate goffamente fin su, dentro casa, sul balcone, al massimo sui pianerottoli. Operazioni spesso così faticose che fanno passare la voglia di pedalare ancora una volta. 
Chi non vuole le griglie per le biciclette al piano terra - di solito i più anziani e conservatori - accampa dei no legati all’estetica e al decoro. In realtà spesso sono capricci, perché se viene fatta una proposta vuol dire che il posto c’è. Il vero problema di chi boicotta le rastrelliere e che lui in bici non ci va e non ci pensa minimamente ad agevolare la vita dei vicini. Così in attesa di trovare un accordo tra uno specchio o un quadro, la cornice all’ingresso del portone resta vuota, come le stanze al piano terra, inutilizzate per mancanza di proposte votate all’unanimità. Qualcuno fa melina e propone sale lettura, serre, punti di incontro. Ma chi ha voglia di fermarsi al piano terra, con l’aria che tira nel palazzo? E con la bici sul groppone. Di tutti e di nessuno, è un po’ il finché morte non vi separi, di chi vive in un condominio. 
 
Mercoled├Č 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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