Il parco di tutti i bimbi, nel nome di Aurora

di Marco Pasqua
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il "nostro" parco inclusivo
dedicato a mia figlia

Peraurora

Aurora aveva poco più di sette mesi. Era la gioia di papà Guido e mamma Valentina. Regalava sorrisi, con quegli occhi grandi e blu, e sembrava una bimba come tutte le altre. Settimana dopo settimana, però, sono arrivati i sintomi di un male che avrebbe cambiato radicalmente la vita di questa famiglia. La diagnosi è di quelle che tolgono il respiro: tumore cerebrale. Per la piccola inizia un calvario, che si traduce in 8 operazioni, trasfusioni di sangue, cicli di chemio. Guido e Valentina sono forti, ma il dolore li consuma, giorno dopo giorno. Il primo dicembre Aurora se n’è andata nel sonno. Quella notte, papà e mamma sono riusciti a coccolarla per l’ultima volta. Un mese dopo, hanno deciso di trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo, coltivando un sogno. Un parco giochi accessibile, per i bambini che hanno delle disabilità, a Villa Verde, nel loro quartiere. Perché, come spiegano oggi, «Aurora, se fosse sopravvissuta, sarebbe stata speciale per il resto della sua vita». Tramite una pagina dedicata (Facebook.com/peraurora), in appena 30 giorni, sono stati raccolti oltre 25mila euro, provenienti anche da America, Emirati Arabi e da vari paesi europei. Ne servono altri, per far sì che nessun bambino debba essere costretto a vedere gli altri coetanei giocare, senza potersi unire a loro perché quella struttura non può accoglierlo. «Togliere a questi bambini speciali gioco e risate è sottrarre loro una medicina importantissima», dice Guido, che pensa ogni giorno al suo piccolo angelo volato in cielo.

marco.pasqua@ilmessaggero.it
Lunedì 8 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 14:11

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