Roma e quelle fughe con la Città Eterna nel cuore

di Davide Desario
#Londra non ha rivali per la ricerca di #lavoro: battute #NewYork e #Parigi #Roma al decimo posto
@Infoconte

Andrea è napoletano e ha 24 anni. Alfredo di anni ne ha 36 e viene da Latina. Bogdan ha 25 anni ed è nato nella lontana Transilvania. Cosa li unisce? La voglia di lavorare e l’amore per Roma. Anche se le due cose sono riusciti a farle coincidere soltanto lontano dalla Capitale. Andrea da piccolo viveva dalle parti del Pantheon, si è diplomato al liceo Righi, si è iscritto all’Università ma subito dopo ha lasciato Roma per andare a Londra a imparare meglio l’inglese. E non è tornato più. Ha lavorato in diversi locali fino a quando, lo scorso dicembre, ha deciso di fare da sé: ha aperto un piccolo ristorante vicino al mitico Harrods e l’ha chiamato Osteria Romana.

Con Alfredo si erano conosciuti in un altro locale e quando Andrea ha deciso di ricostruire uno spicchio di Trastevere a due passi da Hyde Park lo ha chiamato. Bogdan invece lavorava come cameriere a Teramo e voleva vivere nella Città Eterna ma non trovando un buon lavoro si è trasferito Oltremanica. E quando ha letto che all’Osteria romana a Londra cercavano un cameriere ha pensato ad un segno del destino e si è subito presentato. «Roma è fantastica, ce l’ho nel cuore - dice Andrea guardando una foto in bianco e nero di piazza del Popolo con un’edicola con la scritta Messaggero - Ma se vuoi costruire un futuro, e non aspetti che il lavoro ti piova dal cielo, devi venire a Londra. Come dice il fotografo Rino Barillari la guerra è guerra. E noi la combattiamo a suon di Amatriciana e Cacio e Pepe».

davide.desario@ilmessaggero.it
Martedì 30 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 01:40

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1 di 1 commenti presenti
2018-01-30 05:36:54
Questi intraprendenti giovani hanno fatto la giusta scelta. "Roma ce l' ho nel cuore", afferma uno di loro. Ma Roma è diventata una città morente, in continua agonia, una latrina a cielo aperto, affollata da cittadini maleducati e burini. Dove funziona quasi più nulla. E vivere di rendita su antichi monumenti di duemila anni fa non paga più. I romani di oggi non saprebbero ne costruire neppure le arcate di uno degli antichi acquedotti, e men che mai i soli sotterranei o le fondazioni del' Anfiteatro Flavio. Non parliamo poi della intera struttura. La conferma di questa odierna incapacità si è vista con gli errori incredibili fatti nella costruzione della inutile "nuvola" di Fuksas. Sbagliare addirittura l' esatto perimetro del' aera, che è risultata spostata rispetto al progetto originario. Eppure oggi abbiamo macchinari e strumenti ottici di controllo che gli antichi Romani si sognavano. Questo è uno dei fatti che indica, Senza ombra di dubbio, una città che ha perso ogni qualità e capacità. Chi può farlo .... SE NE VADA ! E di corsa.
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