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Roma

Rifiuti, finisce il presidio a via Tiberina
Class action contro Pian Dell'OlmoIl ministro Clini: «Portarli fuori Roma? Prima dovrebbero essere trattati» |


ROMA - Dopo 12 giorni di protesta e blocco del traffico i manifestanti hanno deciso di liberare il presidio di via Tiberina, la strada bloccata in seguito alla decisione del commissario Goffredo Sottile di individuare a Pian dell'Olmo il sito per la nuova discaricadopo la chiusura di Malagrotta. Lo comunicano i comitati. «Preso atto delle mozioni approvate in Consiglio regionale e provinciale sulla non idoneità per un sito di discarica a Pian dell'Olmo - dicono - con senso di responsabilità sospendiamo il blocco del traffico». Intanto, il senatore dell'Idv, Stefano Pedica, fa sapere di aver depositato in Procura un un esposto contro l'ipotesi di discarica a Piano dell'Olmo.
Esposto contro l'ipotesi della discarica a Pian Dell'Olmo. Il parlamentare Stefano Pedica, accompagnato da alcuni rappresentanti del Comitato di Riano, ha consegnato all'ufficio primi atti di piazzale Clodio il provvedimento di sette pagine con cui si chiede all'autorità giudiziaria di valutare «la sussistenza di eventuali reati» dietro la scelta delle istituzioni di indicare il sito a nord di Roma come discarica temporanea.
All'esposto è stata allegata anche una petizione firmata da 3.325 cittadini in cui si chiede al ministro dell'Ambiente Corrado Clini e al prefetto Goffredo Sottile «un urgente pronunciamento istituzionale che revochi l'indicazione del sito di Pian dell'Olmo e ne ratifichi l'assoluta inidoneità all'allestimento della nuova discarica dei rifiuti di Roma».
La posizione del ministro Clini. Il ministro oggi ha affrontato il tema relativo all'ipotesi di portare fuori Roma i rifiuti, ipotesi sostenuta da giorni dal prefetto Sottile. «Non ho visto progetti del genere. Nessuna proposta ma ne ho sentito parlare». Certo è che «per mandare un rifiuto in un'altra realtà italiana o all'estero deve essere prima trattato». Il problema di base, dunque, «non è impacchettare i rifiuti prodotti a Roma e mandarli via, perchè non li vuole nessuno. Nessuno può accettare rifiuti di questo tipo perchè le leggi europee e italiane non lo permettono».
«È un cosa stravagante» commenta Clini che aggiunge: «prima di tutto bisogna risolvere il problema. Il rifiuto non si può mandare in un inceneritore o in una discarica se non è stato prima trattato, selezionato e se non è stata fatta la raccolta differenziata e il trattamento biologico. È di questo che dobbiamo occuparci ed invece ritengo che da quando è stata dichiarata l'emergenza rifiuti di Roma, cioè da luglio 2011, il tema è rimasto solo quello della discarica. Non se ne esce fuori». Per mandare i rifiuti in un inceneritore vanno prima trattati: «per esempio - spiega il ministro - va separata la frazione organica. Separare la frazione organica a Roma vorrebbe dire ridurre del 30% la quantità di rifiuti che va in trattamento». Per questo, ribadisce il ministro, «non si può dire prendo i rifiuti di Roma e li porto in un inceneritore. Non è questo il modo per cavarsela. Napoli manda una quota dei rifiuti in un inceneritore in Olanda ma prima di mandarli, i rifiuti vengono trattati. Napoli in questo momento sta lavorando molto meglio di roma perchè si sta impegnando fortemente nella raccolta differenziata».  Venerdì 15 Giugno 2012 - 16:20 Ultimo aggiornamento: -
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