Ostia, allerta per i canali di scolo a rischio esondazione

I canali di scolo dell'entroterra a rischio esondazione (Foto di Mino Ippoliti)
di Mirko Polisano
  
C’è anche chi si è attrezzato con sacchetti di sabbia e buste di plastica per coprire scarpe e pantaloni. La pioggia battente delle ultime ore ha messo in ginocchio l’impianto fognario del X Municipio. Il sistema di smaltimento delle acque meteoriche è andato completamente in tilt. Tensione soprattutto nell’entroterra, dove i canali di scolo hanno rischiato di esondare. Tra i quartieri più colpiti c’è quello di Saline. «Il canale di via del Collettore Primario – denuncia Gaetano Di Stato del locale comitato cittadino- ha raggiunto livelli record e solo per una fatalità non è tracimato». Ma l’allarme sui corsi d’acqua resterà alto per le prossime 48 ore, almeno fino a quando l’allerta meteo non sarà cessata.

Il monitoraggio riguarderà tutti i canali di bonifica di Acilia, Ostia Antica, Bagnoletto, Dragona e Infernetto. «L’acqua è arrivata al limite massimo consentito – prosegue Di Staso- e noi viviamo nell’incubo di allagarci ogni volta che c’è un temporale. Qui di manutenzione ordinaria non se ne è vista negli ultimi tempi. L’unico intervento che il Consorzio di bonifica ha effettuato è stato quello della rimozione di rifiuti dal letto del canale, gli stessi che poi però sono stati lasciati lungo gli argini e con il temporale di ieri sono ricaduti in acqua».

«È facile trovare davvero di tutto – ammette un altro cittadino- io vivo a Ostia Antica da sessant’anni e ho vissuto in prima persona le alluvioni del 2002 e del 2014. Bisogna capire che basta anche un oggetto piccolo a fare l’effetto “tappo” e a provocare un’esondazione».

Nel gennaio del 2014, infatti, fu una pallina da tennis a bloccare l’impianto delle pompe di sollevamento che ha portato all’esondazione dei canali di scolo di Stagni. Sul caso fu aperta un’indagine dalla Procura di Roma. La polizia giudiziaria è riuscita a ricostruire la dinamica della notte di fango e pioggia tra il 31 gennaio e il 1 febbraio di due anni fa. In quella circostanza nei verbali della Procura si parla sia di una mancata manutenzione dell’impianto che avrebbe dovuto permettere il regolare deflusso delle acque piovane, ma anche dei «rapporti non ottimali tra Municipio e Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano». Dissapori tra la responsabile del Cbtar e l'ex presidente Andrea Tassone, che avrebbero contribuito alla mala gestione dell’emergenza. 
Sabato 26 Novembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 12:54

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