ROMA - L'estate Unica di Antonello Venditti fa tappa a Nettuno. Il tour nato dall’ultimo disco del cantautore (si chiama Unica, appunto) ripassa dalle parti di Roma dopo aver già messo in conto tre appuntamenti al Palalottomatica da quando è partito l'8 marzo scorso, data simbolica per un progetto insieme dedicato alle donne, all’Italia, al futuro.
Uno spettacolo denso, pieno di energie accumulate, di voglie di raccontare, di spaziare, di andare avanti e indietro fra esplosioni di gioia e di speranza, e rodato in tutti questi mesi fino all’appuntamento di un mese fa all’Arena di Verona, data particolare in cui Antonello ha riproposto il suo repertorio con l’accompagnamento di un’orchestra d’archi guidata dal maestro Marco Sabiu e con ospiti Annalisa e Noemi.
«E' stata una gran serata che diventerà qualcos’altro. Magari con dei concerti invernali nei palasport con l’orchestra e ospiti femminili e poi un disco» annuncia Venditti fra una tappa e l’altra.
Agosto è pieno: «E va anche bene, a dispetto della crisi. Cerchiamo di venire incontro alla gente anche con i prezzi, siamo molto sensibili sull’aspetto economico. Alla fine sono perfino meravigliato della risposta del pubblico. Facciamo posti assurdi e la gente arriva», racconta.
E fra una data e l’altra (ci sono Ostuni, Alghero, Taormina, Agrigento nella Valle dei Templi) ci scappa anche un film. Una novità assoluta per Antonello: «Paolo Sorrentino mi ha chiesto di fare un cameo, dove interpreto me stesso, nel film su Roma che sta facendo in questi giorni e che si intitola, La grande bellezza. Gireremo il 21 di notte. E' la mia prima apparizione cinematografica. So che anche Angelina Jolie ne farà una.
E dire che lei ha debuttato con me giovanissima nel videoclip di Alta marea, non la conosceva nessuno ancora».
Nel tour Venditti è accompagnato, come sarà stasera nello stadio del baseball di Nettuno («dove torno per la seconda volta molto volentieri. Anche perché è l'unica data vicino a Roma»), da una band muscolosa e rocchettara con le chitarre spinte da una doppia percussione.
Un viaggio di due ore che va su è giù nel suo ricco songbook («lo spettacolo è quello del debutto»), tenendo occhi e orecchie ben aperti sul materiale del disco più recente (da Unica a Allora canta, Oltre il confine, Forever), ma affondando le mani anche nel passato grazie anche a una sorta di set nel concerto, in cui esce in scena seduto sul suo pianoforte, rosso stavolta, non più bianco come un tempo, libero di spaziare e rievocare.
E' il momento intenso dei superclassici riletti nella forma più intima, piano e voce (da Ci vorrebbe un amico a Notte prima degli esami, passando per Le cose della vita) che si accompagnano al resto della scaletta che non dimentica Ricordati di me, irrinunciabile finale, Sotto il segno dei pesci, In questo mondo dei ladri, che dà spazio a una lunga serie di brani al femminile come Sara, Il compleanno di Cristina, Piero e Cinzia e ai grandi temi d’amore in cui la facilità di scrittura melodica di Antonello trova piena realizzazione con Notte prima degli esami, Dalla pelle al cuore, Amici mai, Ogni volta, fino a Roma capoccia, forse la più bella canzone del carnet vendittiano.