La storia di Anna, i segreti della suora
che sfidò Napoleone

di Laura Larcan
ROMA- Un manoscritto segreto, l’archivio di un antico monastero, una suora «coraggio» che consegna a centinaia di pagine le sue memorie appassionate di fatti e personaggi illustri di un’autentica grande storia di Roma che irrompe nella vita di clausura. Un plot che sembra inventato ad arte per un best seller, ma che invece evoca una vicenda vera. E’ così che la studiosa Simonetta Ceglie, nell’indagare i tanti documenti al femminile ancora nascosti negli archivi romani pubblici e privati, ha trovato il diario autografo di Suor Anna Vittoria Dolara, vissuta dal 1764 al 1827, che ripercorre gli eventi del monastero dei SS. Domenico e Sisto (a largo Magnanapoli), nell’arco del ventennio francese, tra il governo giacobino prima e l’impero di Napoleone poi.

UNA STORIA VERA
Ne viene fuori una testimonianza inedita della Roma della «rivoluzione francese». Una scoperta che sarà presentata per la prima volta l’8 marzo in occasione della Festa della Donna all’Archivio di Stato di Roma (15.30), e che è stata raccontata nel libro «La Rivoluzione in convento. Le Memorie di Anna Vittoria Dolara» curato dalla Ceglie. Un volume che rientra nella collana «La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne» frutto di una sinergia tra l’Archivio e l’Università La Sapienza. «Suor Anna Vittoria Dolara rappresenta una delle figure più interessanti di donna - racconta Manola Venzo curatrice della collana editoriale - Non fu una monaca forzata, ma abbracciò la vocazione poiché il convento era l’unica strada per coltivare i suoi talenti artistici».

POETESSA E PITTRICE
Divenne letterata e pittrice e conquistò una tale considerazione da essere eletta poetessa «pastorella d’Arcadia». Ma il suo diario ritrovato racconta «in presa diretta» un capitolo poco noto della storia di Roma: «La tranquilla vita monacale venne scossa dalla bufera francese - dice la Venzo - Nel tentativo di secolarizzare la società romana, i francesi decretarono la soppressione di molti conventi, imposero contribuzioni in denaro, requisirono i beni, prelevarono arredi e manufatti, imposero alle monache di fornire materassi, camicie e quanto altro occorresse per le truppe. Molte suore, tra cui suor Dolara, dovettero peregrinare da un convento all’altro come ’colombe scacciate dal proprio nido’». Le memorie di Suor Dolara appaiono di alto livello letterario intrise come sono di passione: «Lei non aveva altre armi per opporsi alle prepotenze e ai soprusi dei francesi se non la sua penna - avverte la Venzo - e in queste pagine ha consegnato ai suoi posteri una testimonianza di grande valore storico vissuta dalla parte di chi si sentiva vittima».

Alle vessazioni e alla difesa dei diritti delle religiose, la storia di suor Dolara si intreccia con le vicende di una regina in esilio, Maria Luisa di Borbone, sovrana d’Etruria: «Nei momenti di crisi politica molte dame si rifugiavano nei conventi in cerca di protezione - racconta la Venzo - E’ il caso del nostro convento, in cui approdò Maria Luisa, infanta di Spagna figlia di Carlo IV, reggente dopo la morte del marito del ducato di Parma e Piacenza, e scacciata dai francesi. Ella affidò la narrazione delle sue perigliose vicende alla penna di suor Dolara».

La fuga con i suoi figli, il vagabondare senza sostegni economici, osterie e letti luridi, complotti, separazioni, vetturini ubriachi, cavalli stanchi e affamati riempiono le pagine del suo lungo racconto.


Lunedì 4 Marzo 2013, 11:09 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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