Al via il restauro della Piramide Cestia, viaggio all'interno del monumento

di Laura Larcan
ROMA - Il grande restauro della Piramide Cestia parte oggi con la «benedizione» del suo mecenate. L’imprenditore giapponese Yuzo Yagi, che ha donato 1 milione di euro alla Soprintendenza ai beni archeologici di Roma per il restyling dei quattro fronti del monumento, ha effettuato oggi un sopralluogo al cantiere.

Concluso il complesso allestimento dei ponteggi (per il quale ci son voluti quasi cinque mesi e un terzo dell’intero budget messo in campo dallo sponsor), inizia ora la fase di intervento di restauro sulle superfici della Piramide, caratterizzate da blocchi di marmo di Carrara spessi quasi 50 centimetri, e che hanno subito nei secoli forti deformazioni. Sotto una pioggia che non ha dato tregua, il manager nipponico, attivo nel settore dell’industria tessile, ha visitato la tomba monumentale di Caio Cestio, insieme all’archeologa responsabile Rita Paris e alla direttrice dei lavori Maria Grazia Filetici.

Una cerimonia organizzata sotto l’egida della Fondazione Italia Giappone. E’ la seconda volta che Yuzo Yagi visita la Piramide, tomba di Caio Cestio, magistrato romano e uno dei sette sacerdoti epuloni dell’imperatore Augusto, costruita fra il 18 e il 12 a.C. sul modello delle Piramidi egizie, e in soli 330 giorni come recitano le volontà testamentarie scolpite su una lapide conservata nel monumento.

Nella prima visita, un anno fa, Yuzo Yagi aveva scelto il monumento da sponsorizzare con le proprie risorse, suggestionato dalla bellezza del monumento e dalla sua «singolarità» (è l’unica piramide dell’antichità romana conservata). Oggi ha riconfermato l’affetto per questo gioiello, emblematico e misterioso. Scortato dal comitato d’accoglienza, è entrato nella camera sepolcrale rivestita dagli affreschi, ed è salito, poi, sui ponteggi, raggiungendo col montacarichi la sommità del monumento a circa 25 metri d’altezza (la punta piramidale misura 36,40 metri).

E’ qui che i tecnici restauratori hanno illustrato i «malanni» della Piramide che incombono sulla tenuta della superficie. La vegetazione infestante, le lesioni dovute a fulmini e scosse sismiche, le infiltrazioni d’acqua che mettono a serio rischio anche le pitture interne. Un saluto al panorama mozzafiato, con tanto di Cupolone in lontananza in attesa della fumata bianca dal conclave, e un saluto carico di aspettative. Contribuirà a completare fino in fondo il restauro (cui servirebbe un altro milione)? «Ci penserò», ha risposto alla stampa.
Mercoledì 13 Marzo 2013, 16:51 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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