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Roma

Palazzo Barberini si veste a festa
Mostre, capolavori, restauri

di Laura Larcan

ROMA - Mostre, duetti insoliti, capolavori inediti, restauri in diretta e una notte bianca dell’arte, un fitto carnet di appuntamenti per festeggiare il compleanno di Palazzo Barberini. Sono passati sessant’anni da quando lo storico edificio, gioiello di estro barocco, aprì per la prima volta al pubblico come museo. Era il 21 maggio del 1953 quando la dimora nobiliare, palcoscenico su cui avevano gareggiato geni come Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, svelava i tesori della Galleria nazionale d’arte antica. Un traguardo che coronava l’acquisizione da parte dello Stato del palazzo nel 1949.

NOTTE BIANCA DELL’ARTE
Promossi dalla Soprintendenza al polo museale romano guidata da Daniela Porro, da mettere subito in agenda eventi confezionati con l’idea di far brillare questo scrigno delle meraviglie, fino alla Notte Bianca di Palazzo Barberini. «Il 21 maggio ricorrono i sessant’anni dell’apertura della Galleria, e in quella settimana festeggeremo ufficialmente questo compleanno - annuncia la direttrice Anna Lo Bianco - Per il weekend proporremo un’apertura gratuita del museo fino all’1 di notte. Una sorta di Notte Bianca, con i concerti dell’Orchestra giovanile di Santa Cecilia». Una grande festa per la città, che vanta la sinergia strategica con Lottomatica. Calendario alla mano, le celebrazioni debuttano subito con una chicca, l’esposizione dell’Arpa Barberini, un oggetto unico nel suo genere, rientrato per l’occasione dal Museo degli Strumenti musicali chiuso per restauro, realizzata tra il 1605 e il 1620 per la famiglia Barberini e per essere suonata dal famoso Marco Marazzoli.

Lo strumento appare esposto ora accanto al celebre quadro di Giovanni Lanfranco (1634), «Venere che suona l’arpa», che immortala l’arpa Barberini suonata dalle mani della dea. Dal 7 marzo, poi, il percorso espositivo si arricchirà di nuove opere, la collezione di Enrichetta Hertz, 42 dipinti di maestri del ’500 e ’600, donati alla galleria dall’illustre mecenate che saranno inseriti lungo le sale a creare accostamenti tematici. Usciti per la prima volta dai depositi, i putti ad affresco di scuola raffaellesca restaurati per l’occasione, una deliziosa Madonna con Bambino di Giulio Romano esposta accanto alla Testa di Giovane di Raffaello, fino alla Scena d’interno di Longhi, il San Giorgio e il Drago di Procaccini e la Santa Cecilia del Garoalo.

E per la serie, ospiti illustri, sempre a marzo, nella rassegna Il Gioco serio dell’Arte, arriva l’artista contemporanea Vanessa Beecroft, la signora della performance di fama internazionale, a tenere una lezione sul suo lavoro. Ad aprile parte il cantiere di restauro aperto al pubblico della grande Madonna con bambino del Domenichino, mentre la Fornarina, capolavoro sommo di Raffaello, sarà la star di un weekend speciale di visite guidate gratuite.

Dal 15 aprile via all’Arte in Gioco, rassegna di aperture gratuite per under 30 e attività speciali per i più piccoli. A ottobre si aprirà la grande mostra su Antoniazzo Romano, evento cui tiene molto Daniela Porro esperta di arte del ’400: «Sarà la prima mostra monografica mai realizzata sul più importante artista romano del Rinascimento, la cui bottega fu anche il principale riferimento per gli arrivi nell’Urbe dei più grandi maestri rinascimentali, da Melozzo da Forlì a Perugino, fino a Pinturicchio», racconta la soprintendente.

Curata da Stefano Petrocchi e Anna Cavallaro, la mostra presenterà 40 opere: «Tavole dipinte a fondo oro e affreschi staccati che testimoniano tutta la produzione del maestro, compresi importanti ma poco conosciute produzioni da Episcopi e Rettorie del territorio laziale», avverte Porro. Per chiudere, a ottobre, il ciclo di Conversazioni, 8 incontri con personalità della cultura. «Dopo 60 anni di attesa, la Galleria nazionale ha trovato la sua definitiva sistemazione - commenta Porro - Per anni il Ministero ha dovuto attendere il trasloco del Circolo ufficiali e oggi, con l’apertura delle nuove sale, abbiamo un grandioso museo che illustra la storia dell’arte dal XII secolo al Neoclassicismo». Per completare la rinascita del palazzo, che deve fare i conti con la carenza di custodi, manca il restauro delle facciate posteriore e laterale: «Le commissioni di gara stanno lavorando per la valutazione dei progetti», dice Porro.


Domenica 17 Febbraio 2013 - 10:43
Ultimo aggiornamento: -
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