L'ermafrodita torna a sedurre
statua esposta a Palazzo Massimo

di Laura Larcan
ROMA - Da oggi l’«Ermafrodito dormiente» di Palazzo Massimo, capolavoro tra i più famosi e suggestivi dell’antichità, ritrova la sua posizione originale che tanto aveva sedotto la Roma imperiale.
Si tratta dell’inclinazione giusta, la perfetta pendenza che rende giustizia all’armonia realistica della posa della scultura. La statua del II secolo d.C. rappresenta, infatti, il personaggio mitologico ibrido, metà uomo e metà donna, che disteso, nel sonno profondo si gira svelando dal lenzuolo le sue nudità dall’ambigua sessualità.

IL REBUS
E il suo allestimento è rimasto sempre un rebus per gli archeologi tutto da sciogliere. Fino ad oggi l’opera, partita tra il 2011 e il 2012 in una tournée negli Stati Uniti tra Boston e Los Angeles per la mostra «Afrodite e gli dei dell’amore», poggiava su un anonimo supporto piatto che la sbilanciava. Soluzione che non ha mai convinto la direttrice di Palazzo Massimo Rita Paris, che ha avviato uno studio innovativo sui dettagli del movimento della testa, sulla curvatura della spalla, e il rapporto con il piede che tira il lenzuolo e la tensione dei glutei per sperimentare il basamento perfetto che sostenga l’opera. «Nella ricerca della perfezione del museo, questo era uno dei punti critici e da anni stavamo pensando di trovare la giusta soluzione», racconta la Paris. Non altro che una rivoluzione. Per la prima volta dalla sua scoperta, avvenuta alla fine dell’Ottocento, l’Ermafrodito dormiente apparirà agli occhi dei visitatori del museo nazionale romano nella posizione in cui lo potevano ammirare gli spettatori dell’età imperiale. Almeno, quei fortunati che frequentavano la grande e lussuosa «domus» rinvenuta nella zona del Viminale - rimasta anonima ma sicuramente appartenuta ad un personaggio pubblico - e dove l’opera era stata commissionata per dare lustro al suo giardino.

LO STUDIO
«Nell’Ermafrodito nulla è lasciato al caso, per questo la nuova base è stata elaborata per consentirci oggi di cogliere la complessa inclinazione dell'opera che presenta un equilibrio molto particolare tra la testa, la spalla e i piedi che tirano il lenzuolo facendo cadere le pieghe da una parte», racconta Rita Paris. «La statua ha il fondo non finito e leggermente incurvato, perché già in antico poggiava su una base di roccia naturale nel peristilio della domus - dice la Paris - L’inclinazione della statua è dovuta ad uno sbilanciamento forte dei glutei. Oggi possiamo ammirarlo così come era collocato nel suo originale allestimento». L’Ermafrodito ostenta, infatti, nel sonno una sinuosità del corpo che sembra pesare dalla parte dei glutei. La combinazione giusta dell’inclinazione era la chiave di volta. Lo staff tecnico della Soprintendenza ai beni archeologici, con gli architetti Stefano Cacciapaglia e Carlo Celia, ha messo a punto una struttura complessa con doppia piastra in ferro basculante, che a sua volta poggia su un basamento di travertino. L’esposizione museale dell’Ermafrodito non poteva che essere un’operazione delicata. Ma l’opera è stata sempre ricercata e amata, soprattutto come elemento decorativo: «Per il suo tema ambiguo, per la sua figura un pò inquietante un pò perversa che unisce gli aspetti femminili e maschili rappresentando i due sessi», dice la Paris. Ne esistono altre copie, le più note al Louvre e Galleria Borghese, dove il Bernini le scolpì un materasso come base. «Ma questa è la più bella - commenta la Paris - per l’armonia perfetta tra volto, corpo e le tante rifiniture, e soprattutto perché non ha avuto restauri nei secoli, essendo stata ritrovata in uno scavo più recente». Per un capolavoro di Palazzo Massimo che si svela, un altro è in viaggio. Il «Pugilatore» è pronto per sbarcare al Metropolitan Museum di New York dove dal 3 giugno, e per un mese, troneggerà per la prima volta oltreoceano, scelto per rappresentare la cultura italiana negli Stati Uniti. E Palazzo Massimo sta per raccontare i suoi tesori grazie alla pubblicazione (Electa) del catalogo dedicato a tutte le sue collezioni.
Domenica 24 Marzo 2013, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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