La Domus Aurea riapre al pubblico dopo otto anni

di Laura Larcan
La vertigine di vedere da vicino stucchi e affreschi, gli stessi che tanto avevano suggestionato gli artisti del Rinascimento che per primi si calarono nelle sale sotterranee appena scoperte sul Colle Oppio. Caschetto in testa e scarpe comode pronte a salire sui ponteggi alti anche dieci metri. Chissà che per una volta, quelli che sembrano cantieri «infiniti» e inaccessibili, non riservino sorprese mozzafiato. Ed è esattamente quello che sta per succedere all’imponente cantiere di restauro della Domus Aurea, chiusa dal 2006 per rischio crolli e cedimenti strutturali. Ancora otto mesi di attesa e la casa di Nerone, capolavoro assoluto dell'antichità, ma al tempo stesso creatura fragile e debole, aprirà finalmente le sue porte al pubblico. Non di tutto il complesso monumentale, certo, ma solo di alcune porzioni che sono state sapientemente messe in sicurezza. La notizia è stata annunciata dal blog «d'autore» della Domus Aurea, il diario on line tenuto dalla direttrice Fedora Filippi, e dall'intero staff tecnico della Soprintendenza ai beni archeologici di Roma, e confermata dagli uffici di Palazzo Massimo.

LE VISITE
Alcuni dei tesori più spettacolari della romanità, così come li aveva lasciati nel 68 d.C. il suo padrone di casa, l'imperatore Nerone, saranno restituiti al grande pubblico per l’estate-autunno del 2014. Questo significa che tra luglio e fine settembre (da mettere subito in agenda) del prossimo anno alcuni settori del monumento saranno accessibili attraverso un piano di visite guidate straordinarie. Come spiegano dalla Soprintendenza, per la Domus Aurea si può già prevedere un programma di aperture per gruppi rigorosamente a numero chiuso, contingentati, che interesseranno alcuni ambienti del monumento, secondo la formula delle «aperture nell’ambito dei cantieri di lavoro». Un’esperienza unica non solo per scoprire alcune meraviglie «curate» della reggia di Nerone, ma anche per conoscere dal vivo l’articolata macchina di salvataggio del gioiello millenario.

IL RESTYLING
E il restyling è davvero complicato, tra consolidamento strutturale di volte e murature, così come degli apparati decorativi di pitture e stucchi, afflitti da infiltrazioni, dalle interferenze delle radici di alberi e dal peso del terrapieno del giardino del Colle Oppio. Senza negare sorprese inedite, come nel caso del cosiddetto «Ambiente 34» sulla fronte esterna a Sud della Domus, dove sono state rinvenute numerose superfici decorate e alcuni stucchi, invisibili prima della realizzazione dei ponteggi. Un traguardo, come scrive la Filippi sul sito Internet, frutto di un andamento positivo dei lavori fin qui portati avanti da uno staff tecnico interdisciplinare, e puntualmente relazionati ai vertici del Ministero per i beni culturali. Non a caso, come fanno sapere, «l’intera procedura di messa in sicurezza è stata completata per 32 ambienti, ed è in fase di ultimazione in ulteriori 11 ambienti». Numeri importanti se si considera che la Domus Aurea si articola in 150 stanze per una lunghezza totale di circa 250 metri e con una profondità che varia da un minimo di 30 ad un massimo di 60 metri. La particolare condizione sotterranea della Domus Aure, poi, dipende dal fatto che dopo appena 35 anni dalla sua costruzione, nel 104 d. C., fu occupato dalle architetture grandiose delle Terme di Traiano.

PIANO STRATEGICO
La Domus Aurea ha dunque il suo «piano strategico» che sta dando i primi risultati. E dalle visite solo virtuali, offerte dal 6 dicembre del 2012 (giorno del debutto nell’etere del blog) si approderà ad una visita concreta. «E’ sicuramente una progettazione intensa, ma i risultati arriveranno», commentano dalla Soprintendenza con un pizzico di orgoglio. Non sarà un evento da poco, visto che la Domus Aurea è chiusa ininterrottamente da sette anni, dopo aver però riaperto parzialmente, solo per brevi intervalli tra il 1999 e il 2005. In fondo, tanto è famosa, quanto è sconosciuta.
Venerdì 1 Novembre 2013, 15:25 - Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 18:53
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