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Venerdì 24 Maggio
- agg.13:35
Roma
Alex Britti & Di Battista a suon di blues: incontro ad alta romanità |


ROMA - Incontro ad alta romanità per la chiusura della Cavea e della rassegna Luglio suona bene. Sul palco incrociano i loro strumenti Alex Britti e Stefano Di Battista, due prodotti genuini delle notti della capitale, cresciuti entrambi nei locali della città, avvicinati dalla comune passione per la musica dalle radici black. Il primo ottimochitarrista blues, cantautore pop di successo, il secondo jazzista e sassofonista che si è fatto strada non solo in Italia con il suo sound personale (in Francia è popolarissimo). A far da cemento a questa sorta di reunion di due vecchi amici è appunto il blues, radice comune da cui tutto discende (anche il jazz tanto amato da Di Battista) e che fa da filo di Arianna per affrontare una scaletta che mescola i repertori personali, ma anche alcune divagazioni dalle parti inevitabili dei classici, fino ad arrivare alla pietra miliare, lo standard degli standards, St. Louis blues.
E' un ritorno al passato, a quella band, i 10th avenue, in cui sia Alex che Stefano militavano negli anni 90 passando lunghe nottate in cantine come il Big Mama a pescare nei serbatoi di maestri come Muddy Waters, Robert Johnson e Ellmore James. La stessa band che i due si sono divertiti a riesumare nello scorso inverno (gli incontri estemporanei fra i due nel frattempo sono stati più di uno), riproponendosi insieme proprio al Big Mama, la culla del blues romano, in un week end che ha fatto da prova generale per questo tour estivo intitolato Mo’ better blues (citazione di un vecchio e bel film di Spike Lee con Denzel Washington dedicato al jazz) e completato per l’occasione con il contributo di una formazione ben rodata che mette insieme il pianista Julian O. Mazzariello (uno che ha già lavorato sul fronte pop con Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Mario Biondi ma che è molto apprezzato anche nel campo jazzistico), il bassista Daniele Sorrentino (ha collaborato con Fabrizio Bosso, Roberto Gatto e Javier Girotto), Marco Guidolotti al sax (tra le sue collaborazioni ci sono Ennio Morricone e Louis Bacalov) e Roberto Pistolesi alla batteria (altro specialista già di ampia esperienza) a cui si aggiungono il sax alto e soprano di Di Battista e la chitarra di Britti.
Luogo di incontro o di reincontro fra i due, un territorio dove convivono atmosfere funky, jazz ma soprattutto blues per una performance assolutamente strumentale. Dunque Alex rinuncia al suo mestiere di cantautore (la svolta avvenne a Sanremo nel 99 con la canzone Oggi sono io, vincitrice della categoria Nuove proposte) per tornare alla passione più antica, quella del solista di chitarra. Del resto è suonando le sei corde, ha cominciato prestissimo a soli 8 anni, che è diventato musicista, catapultandosi nei locali e fondando a soli 17 anni il suo primo gruppo blues, incrociando poi bluesman come Louisiana Red e avendo modo di suonare giovanissimo anche con veri e propri giganti come Billy Preston e Buddy Miles).
Quanto a Stefano la sua attività è ormai assai diversificata, visto che passa dal proprio quartetto al ruolo di accompagnatore della moglie Nicky Nicolai (ha partecipato così anche più di un Festival di Sanremo), a solista capace di essere ospitato, come è capitato quest’estate a Umbria jazz, dall’orchestra di Ryan Truesdell, arrangiatore e bandleader che ha rievocato le celebri partiture di Gil Evans, ed essere applaudito da tutti gli orchestrali in piedi, al termine della sua esibizione.
 Giovedì 02 Agosto 2012 - 08:54 Ultimo aggiornamento: -
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