Terremoto vicino ad Amatrice, scossa 4.2: avvertita anche a Roma

di Mauro Evangelisti
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 è stata registrata 34 minuti dopo la mezzanotte vicino ad Amatrice, nel reatino, dove è stata avvertita anche nel capoluogo sabino così come in numerosi comuni di Marche e Abruzzo. Non si segnalano danni. La scossa è stata sentita anche nei piani alti delle abitazioni della Capitale, in particolare a Roma Nord. 

Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) la scossa si è originata a 8 km di profondità con epicentro a 3 km da Amatrice, 9 da Campotosto (L'Aquila), 15 da Cortino (Teramo), 16 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 56 km da Terni.


«Il terremoto ricade nell'area interessata dalla sequenza del 24 agosto 2016», ha detto la sismologa Lucia Margheriti, dell'Ingv. «In quell'area - ha proseguito - si continua a registrare un numero di terremoti superiore rispetto a quello rilevato in precedenza. Tutta la zona è ancora attiva, non consideriamo la sequenza finita». Il terremoto è avvenuto alle 00:34 italiane e la magnitudo era stata inizialmente calcolata in automatico in 4,2 (magnitudo locale). Come sempre avviene, sono stati eseguiti ulteriori calcoli dai sismologi che hanno indicato la magnitudo in 4,0 (magnitudo momento). Avvenuto alla profondità di 8 chilometri, il sisma è stato risentito in tutta l'Italia centrale, fino alla costa adriatica a Est e vicino a Roma ad Ovest, come indicano le prime mappe elaborate dal servizio «Hai sentito il terremoto?» dell'Ingv. Al momento, ha detto ancora Margheriti, si sono registrate alcune repliche, tutte di magnitudo inferiore a 3. Era dal 20 luglio 2017 che nella zona interessata dalla sequenza del 24 agosto 2016 non terremoto di questa magnitudo, ha rilevato Margheriti, riferendosi al terremoti di magnitudo di 4,2 avvenuto a 3 chilometri da Campotosto. L'accelerazione registrata, infine, è stata piccola, pari al 6% della gravità: questo elemento viene indicato dai sismologi perché è uno dei parametri utilizzati dagli ingegneri per il calcolo delle strutture. Gli edifici in una zona sismica devono essere cioè progettati in modo da resistere a una data accelerazione.

Il sindaco Sergio Pirozzi
«E' stata una scossa forte, molto, la più forte quest'anno dopo quella del 18 gennaio. Inevitabile essere preoccupati. No, non risultano danni, anche perché non c'è più nulla da distruggere. Ma quello che spaventa è che queste scosse fanno riaffiorare di nuovo tutta quella paura che qui si cerca in ogni modo di dimenticare». Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha la voce stanca: nel cuore della notte con il suo cellulare sta contattando anche le frazioni più lontane. Vuole essere certo che non ci siano danni, vuole rincuorare i più anziani. L'epicentro del terremoto è a pochi chilometri dalla cittadina annientata dalla scossa di magnitudo 6 del 24 agosto dell'anno scorso che causò 300 vittime.
«Sono in realtà piscologici i danni che fanno queste scosse continua il sindaco - la gente che è nelle casette prefabbricate non è nemmeno uscita, mentre la paura più angosciante l'hanno paradossalmente avuta i pochi che abitano nelle case in muratura scampate alla tragedia del 2016. Ma tutti, in questi momenti, corriamo il rischio di cadere nello sconforto perché sembra che non possiamo avere il diritto di dimenticare quei giorni. Una scossa così, come quella che abbiamo appena sentito, risveglia nel cervello qualcosa che invece si vorrebbe rimuovere. Così sono preoccupato per la  tenuta psicologica della popolazione con cui si sta lavorando per la ricostruzione. E allora, anche in questi momenti invito tutti alla serenità, a credere nel futuro e in un'ottima ricostruzione. Abbiamo superato tante avversità e queste nuove prove devono aiutarci a stringerci, a fare comunità perché insieme abbiamo dimostrato di potere continuare in questo cammino. Insieme possiamo cercare di dimenticare anche queste nuove paure».
 
Lunedì 4 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2017 08:23

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1 di 1 commenti presenti
2017-12-04 09:39:38
"non si segnalano danni" ma se non c'e' quasi più niente, è stato tutto distrutto dai precedenti terremoti e non è stato ricostruito niente.
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