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Giovedì 23 Maggio
- agg.18:32
Roma
Sanità Lazio, altri tagli ai posti letti
Polverini: «Impugneremo il decreto»«La Regione non metterà le mani nelle tasche dei cittadini» |


ROMA - Ripete Renata Polverini: «Il governo e il Parlamento abbiano un sussulto di ragionevolezza.Se i lavori d'aula previsti domani non produrranno le modifiche che da settimane le regioni stanno chiedendo, con senso di responsabilità e attenzione ai diritti dei cittadini, la Regione Lazio si vedrà costretta ad impugnare ricorrendo alla Corte Costituzionale diverse norme del decreto anche alla luce dei correttivi delle ultime ore».
L’allarme sugli effetti della spending review, ora che l’approvazione del decreto si avvicina, diventa ancora più forte. Su due direttrici: lo spettro dei tagli, soprattutto per sanità e servizi sociali; il rischio di dovere aumentare le tasse, vale a dire l’Irpef. Ieri il presidente della Regione, Renata Polverini, ha spiegato: «I tecnici pensano di poter risolvere le cose aumentando l'Irpef: il Lazio non metterà le mani in tasca ai cittadini, non sarò io a strappare altre lacrime e sangue da una regione già sottoposta a dura prova. Da due anni e mezzo siamo impegnati e riportare sulla strada della virtuosità, un percorso che ha già dato risultati importanti e a cui questo governo con questo decreto vuole tirare bruscamente il freno a mano. Così come non è stato ancora risolto il problema relativo alle società in house, su cui resta al massimo livello l'attenzione e l'impegno della Regione».
Polverini ha parlato ieri, all’indomani dell’approvazione da parte della commissione bilancio del Senato, degli emendamenti al decreto sulla spending review. Una delle modifiche complica ulteriormente il futuro della sanità laziale, visto che è stato mutato, per quanto riguarda il taglio dei posti letto, il rapporto tra pubblico e privato. Prima solo il 40 per cento delle riduzioni doveva avvenire negli ospedali pubblici, ora siamo saliti a 50. Secondo un calcolo della Cgil, in totale il Lazio potrebbe perdere altri 716 posti letto.
Renata Polverini: «Nonostante il grande lavoro svolto ed i correttivi apportati dalla commissione il testo del decreto continua a presentare tutti gli aspetti critici che abbiamo evidenziato nelle scorse settimane. Con questo provvedimento non solo non vengono raggiunti gli obiettivi che il governo si era fissato, ma per molti versi alcune questioni rischiano di complicarsi. Per quanto riguarda la sanità, purtroppo, il provvedimento che esce dalla commissione risulta per alcuni versi peggiore del testo originario.
L'aumento al 50 per cento del taglio dei posti letto nelle strutture pubbliche rischia di essere l'ennesima imposizione ragionieristica senza una reale logica di programmazione sanitaria, soprattutto per quelle regioni come il Lazio che già da due anni sono intervenute nella riorganizzazione della rete ospedaliera senza ricorrere a percentuali che rischiano essere soltanto numeri in libertà». Cosa farà la Regione Lazio? «Saremo costretti a tagliare posti letto, soprattutto nel pubblico, con il rischio di ridurre attività o chiudere interi reparti con l'unica conseguenza di danneggiare ulteriormente i cittadini. Ancora una volta si sceglie la via più semplice, rinunciando ad interventi più coraggiosi su altri terreni dove poter recuperare risorse, basti pensare all'evasione fiscale o alla patrimoniale».
Pagheranno le fasce più deboli, soprattutto chi ha la necessità di ricorrere ai servizi sociali, dice Polverini. «Si preferisce piuttosto smantellare lo stato sociale. Nulla cambia per le politiche sociali, si decide di fatto di non investire più per le famiglie più in difficoltà: i fondi sono stati prosciugati e ciò vuole dire ad esempio che non potremo più assicurare misure di sostegno come ad esempio il bonus per gli affitti».  Domenica 29 Luglio 2012 - 11:40 Ultimo aggiornamento: -
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