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Roma

Sordi, parla l'autista: «Ho sempre fatto il bene di Aurelia»

ROMA «Sono amareggiato, sorpreso, sconvolto. Da dieci giorni non vivo più e come me si sentono devastate tutte le persone che vivono in casa Sordi», dice Arturo Artadi. «Sono stato descritto come un delinquente che ha approfittato della fiducia della signorina Aurelia. Ma non ho niente da rimproverarmi e riuscirò a dimostrare la mia buona fede. Ho piena fiducia nel lavoro della Procura».

Peruviano, 41 anni, da 23 in servizio a casa Sordi prima come autista («Quando Alberto mi ha assunto portavo i capelli lunghi e l’orecchino») e attualmente come indispensabile factotum che sopraintende alle altre sette persone che lavorano nella villa del Celio, Artadi racconta la sua verità. «Se avessi voluto raggirare la signorina Aurelia, o peggio derubarla, mi sarei fatto intestare un testamento», s’infervora. «Niente di tutto questo. Mi sono sempre preoccupato di lei, della sua felicità, dei suoi bisogni».

Quando ha ricevuto la procura sui beni di Aurelia?

«Intorno al 24-26 gennaio scorso. E’ stata la signorina, che ci pensava già da tempo, a volere così per consentirmi tra l’altro di fare beneficenza: è infatti una donna generosissima. Fino a ieri ho ammninistrato, con il suo consenso, le spese di casa e avrei continuato a fare tutto sempre consultandola, ci mancherebbe. La procura generale sui suoi conti, come si può facilmente dimostrare, non l’ho mai usata».

E’ vero che Aurelia, a 95 anni, è incapace di intendere e di volere?

«Ma per carità. Sta benissimo ed è lucidissima come tutti hanno potuto constatare, dal sindaco Alemanno che il mese scorso l’ha incontrata più volte fino a Verdone che ha girato il documentario nella villa. Ora, considerandola un’anziana svanita, le hanno mancato di rispetto e io soffro anche per questo».

E’ vero che lei ha estromesso un’altra persona dalla gestione del patrimnonio Sordi?

«Un tempo Antonio Chiani, il nipote del’ex segretaria di Alberto Sordi, Nunziata, mi aiutava a gestire le spese ordinarie di casa. Pagamenti delle bollette, stipendi del personale, cose così. Ma non abbiamo mai litigato né io l’ho estromesso. E’ stata la signorina a decidere di dare solo a me, che sono sempre accanto a lei, la procura sui suoi conti».

Esiste un testamento segreto di Sordi?

«So che esiste ma i contenuti li conosce solo la signorina Aurelia».

Sono in molti a farsi avanti per chiedere soldi alla signorina Sordi?

«Sì, e non è certo una novità. Ma è sempre stata lei a decidere chi aiutare e come. Negli ultimi tempi non aveva voglia di ricevere molte persone. Darmi la procura mi permetteva anche di proteggerla».

Quand’era vivo Alberto, lei aveva accesso ai conti?

«Non avevo la procura ma gestivo le spese ordinarie di casa».

E la signorina come sta vivendo gli ultimi eventi, l’indagine giudiziaria?

«E’ amareggiatissima. E’ offesa di venire considerata una persone rimbambita. Non lo merita, ha sempre fatto del bene a tutti. E pensare che eravamo tutti così contenti per le celebrazioni di Alberto!».

Perché secondo lei, Artadi, è scattata l’inchiesta nei suoi confronti?

«Non lo so, me lo sto domandando da dieci giorni. Che male ho commesso per meritarmi questo? Ho fatto tutto alla luce del sole, non ho ingannato né raggirato nessuno».

Sarebbe disposto, dati gli eventi, a rinunciare alla procura sui beni di Aurelia?

«Se servisse a dimostrare la mia buona fede, sarei disposto a farlo. Ma dovrà essere la signorina a prendere la decisione in questo senso».
Gloria Satta

Martedì 05 Marzo 2013 - 09:34
Ultimo aggiornamento: -
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