Omicidio Roma, uno dei killer: «Volevamo vedere che effetto faceva»

di Ilario Filippone

«Eravamo gonfi di alcol e droga, in preda alle allucinazioni, quando io e Marco abbiamo seviziato e ucciso Luca nel pieno di un festino consumato a casa mia. Volevamo vedere l'effetto che fa». Caserma dei carabinieri, due sere fa. Lo studente universitario Manuel Foffo, 30 anni, figlio di un assicuratore molto noto in zona, confessa di avere ucciso l'amico Luca Varani, 23 anni, indicando agli investigatori le generalità del suo complice, Marco Prato, anch'egli di 29 anni, e il luogo in cui si è consumato lo scempio, un appartamento al decimo piano di un palazzo in via Igino Giordani, al Collatino.

«Dopo avere assunto quasi dieci grammi di coca – ha svelato – io e Marco abbiamo siglato un patto, decidendo di uccidere qualcuno. Abbiamo chiesto a Luca di raggiungerci a casa mia. Non so perché lo abbiamo fatto, eravamo in preda al delirio». Straziato dai rimorsi, Marco Prato si era rifugiato in un albergo in piazza Bologna, per suicidarsi. I militari dell'Arma hanno fatto irruzione nella sua camera, strappandolo alla morte: il trentenne aveva già ingerito un tubetto di barbiturici.
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Lunedì 7 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 17:58

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 10 commenti presenti
2016-03-07 18:26:52
Probabilmente la difesa invocherà la momentanea incapacità di intendere e volere e Don Mazzi si offrirà di recuperarlo!!! Chissà se fra una decina d'anni sarà già in comunità od agli arresti domiciliari!!! Siamo in Italia!!!
2016-03-07 17:30:50
La sedia elettrica!, voglio vedere l'effetto che fa'!
2016-03-07 17:07:22
Credetemi alla mia veneranda età di 92 anni essendo nato il 1924 e avendo partecipato attivamente agli accadimenti di una vita sociale trascorsa al centro di una Città come quella romana e avendo partecipato a una guerra in tutte le aree di guerra guerreggiata nel Mediterraneo 8° e Stormo da BB:TT 10^ Sq. e inoltre dopo l'arministizio scelse di partecipare quale militare sbandato nelle formazioni partigiane del P.C.I fino alla fine della guerra nell'Aprile 1945 ma congedato nel 1947, credo di verne viste e udite di cotte e di crude ma mai così gravi e scandalose conme quelle di oggi per cui, credo cher la grande libertà di costumi e di pensiero abbia portato molti giovani a ad avere una ubriacatura psicologica spaventosamente malata. . A questo punto, penso che chi di ragione debba poter pensare di far qualcosa di serio per salvare quanto è possibile in special modo tra i giovani. Questa Società politicizzata si sta dimostrando peggiore della stessa dittatura fascista che altro non sarebbe che quella citata da Antonio Gramsci, di privilegi, scandalosamente insana e infetta. A proposito dell'emerito correttore di bozze, gli consiglio di andare a correggere gkli scritti in special modo di coloro che ormai, quando scrivono devono fare uno sforzo enorme per non sbagliare per colpa della loro età di non rompere tanto e andare a farsi benedire per non dirgi altro. distinti saluti alla Redazione nicola guastamacchia
2016-03-07 15:58:34
doloroso apprendere delle torture patite da Regeni in nome di un'ideale, di uno studio, di una collaborazione...doloroso pensare alla fine di questo ragazzo, torturato dai suoi carnefici, cmq se li conosceva sapeva bene che pativano di tossicodipendenza e di omosessualità...peccato che le forze dell'ordine abbiano salvato uno di questi dal suicidio, peccato sarà assistere ad un plutone di principi del foro che anziché farli marcire in galera la spunteranno per qualche amena località con la presunzione di riabilitarli...
2016-03-07 14:20:16
la fidanzata: nn si puo' morire cosi'. Ma xche' nn hai l' umilta' di tacere !!!!!
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