Campagna anti-violenze, ecco le proposte per restituire serenità nelle strade di Roma

TAXI “DEDICATI”
Un numero speciale per l’emergenza
Un numero diretto per chiamare un taxi in stato d’emergenza. Un numero speciale che consenta alle donne che si trovano in situazioni di emergenza di non dover restare in attesa insieme a tante altre persone. Controlli perché i tassisti applichino la tariffa rosa, sconto notturno per le donne . Più taxi nei luoghi della movida. 

CONTROLLI A DISTANZA
Una rete di videocamere nei luoghi a rischio
Una rete interconnessa di videocamere da installare nei pressi di locali, di discoteche, dei parcheggi e nelle strade della movida. A Roma c’è ancora molto da fare sul fronte della sorveglianza. Le telecamere potrebbero funzionare da deterrente soprattutto nei luoghi più frequentati di notte dai giovani.

LOCALI “SENTINELLA”
Un ruolo di controllo anche per i gestori
Gli esercizi commerciali devono impegnarsi a intervenire quando vedono una donna infastidita o seguita all’uscita. I locali come «sentinelle», presidi di legalità e sicurezza dove le giovani - straniere soprattutto - vanno messe in guardia dai pericoli che corrono e dove, se è necessario, si chiama un taxi per chi è in difficoltà.

MAGGIORE INFORMAZIONE
Cartelli e una campagna per turiste e studentesse
Cartelli nei locali, in cui si raccomandi alle donne di evitare passaggi da sconosciuti e di tornare a piedi da sole percorrendo strade buie. E poi campagne di comunicazione in cui coinvolgere anche le ambasciate e le università straniere per mettere in guardia turiste e studentesse che arrivano per la prima volta a Roma.

“ORIENTAMENTO” FACILE
Indicazioni sulle strade e potenziamento delle luci
Illuminare anche le strade più buie, e rendere visibili anche i nomi delle vie per aiutare l’orientamento di chi gira di sera e non conosce bene le strade. Chiudere in modo sicuro gli accessi ad edifici e luoghi abbandonati in città, in modo che non possano trasformarsi in zone a rischio e possibili teatri di violenza, dove “sequestrare” vittime.
Mercoledì 13 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10:26

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2017-09-19 02:46:00
Davvero si crede che gli amministratori ed I politici si possano preoccupare? A loro non interessa niente. La gente deve capire di non fare da esca ai deliquenti e di non uscire la sera tardi. Che stiano a casa o in albergo.
2017-09-18 16:13:16
Cacciate via questo Governo d'origine Fenziamo e Giorgino.
2017-09-14 21:21:06
Tutta una questione molto superficiale ed enfatizzata, come violenza sessuale la citta' rimane ancora sui livelli accettabili al mondo. Basta tornare a casa non troppo tardi, altrimenti meglio in gruppo, e non frequentare locali notturni a rischio, e' lecito che una donna sregolata e' piu' esposta ai pericoli imminenti.
2017-09-14 18:18:01
Siamo messi peggio di quanto speravamo. Ci sono troppi delinquenti in giro che debbono sopravvivere in qualche modo.Le cronache spesso riportano che dopo le condanne penali al carcere, si ricorre agli arresti domiciliari anche per chi un vero e proprio domicilio non lo ha.La spiegazione è che le carceri sono già stracolme. Col 30% almeno di stranieri. Il rimedio: costruire altre carceri, o meglio adattare edifici esistenti a nuove carceri. Solo sistemazioni spartane civili , ma dure. Riaprire le carceri scomode sulle isole minori. Il cui personale vi lavori a turno con stipendi maggiorati. Rimpatriare i delinquenti ad un ritmo superiore a quello dei loro arrivi , consentiti per troppo tempo da troppi politici ignavi o collusi e prezzolati.
2017-09-14 10:52:05
A Roma, come pure in altre parti del paese NON c'√® pi√Ļ presidio del territorio. Ma ci vuole un genio per capire che se si permette che gruppi di individui che non hanno niente da perdere bivacchino allo sbando, si ubriachino e stazionino dove meglio credono, √® probabile che causino problemi? Se poi questi hanno provenienze culturali e religiose lontano dalle nostre (cio√® vengono da realt√† dove una donna conta meno di una capra), beh... ma cosa ci si aspetta? La realt√† √® una sola: in ITALIA NON C'E' LAVORO, pertanto riempire il territorio di disperati che possono contare solo sulla assistenza (diciamo pure carit√†) da parte di uno Stato che non ha risorse neanche per i suoi figli, vuol dire creare una massa critica di individui per i quali il carcere rappresenterebbe almeno la garanzia di un tetto e di un pasto. Se non c'√® lavoro NON PUO' ESSERCI INTEGRAZIONE e l'unica industria che ancora cerca manovalanza √® quella dello spaccio e della prostituzione.... facciamoceli due conti una volta tanto.
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