Roma, minestra rancida in ospedale: multato il catering

La Cassazione ha confermato la multa da 12mila euro nei confronti del legale rappresentante della società di catering che nel 2013 aveva distribuito a un paziente ricoverato in terapia intensiva coronarica all'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma una «vaschetta contenente minestrina in brodo che presentava evidenti segni di deterioramento ed alterazione». Nel brodino c'era della «muffa», Per la Suprema Corte, si tratta di un fatto grave, tanto che i giudici non hanno concesso all'imputato, amministratore dell'impresa che si occupava della preparazione e della distribuzione dei pasti, né le attenuanti, né la sospensione della pena.

Nella sentenza 916, depositata oggi, si legge che «dalle dichiarazioni testimoniali e dalla documentazione fotografica in atti è accertato che, il 17 settembre 2013, personale della Innova spa - Ristorazione Collettiva, della quale l'imputato era legale rappresentante, distribuiva per il consumo ad un paziente del reparto di cardiologia e terapia intensiva una vaschetta contenente minestrina con presenza di muffa». Secondogli ermellini, il Tribunale di Roma - che il sette aprile 2016 ha multato l'imprenditore - «con motivazione congrua ed in linea con i principi di diritto in materia, ha correttamente negato la concessione delle attenuanti generiche, ritenendo elemento di prevalente rilievo ostativo, e decisivo ai fini della valutazione negativa della personalità dell'imputato, le modalità del fatto apprezzate in termini di estrema gravità». L'imputato è stato anche multato con altri duemila euro da versare alla Cassa delle ammende.
Venerd├Č 12 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:38

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