Roma, flop dell'operazione "scuole calde", il rientro in classe è da brivido: ecco tutti gli istituti sottozero

di Veronica Cursi
Termosifoni rotti o lasciati semplicemente spenti, scuole al freddo e classi gelate. Nonostante l'operazione "Scuole calde" del Comune che il 7 gennaio aveva disposto l'accensione dei termosifoni 24 ore prima del rientro dalle vacanze «per consentire una serena attività a studenti e insegnanti», per molti studenti il rientro in classe è stato da brivido. E la situazione non accenna a risolversi a giudicare dalle segnalazioni che continuano ad arrivare anche il giorno successivo al rientro a scuola. 

Scuola «completamente ghiacciata» all'Istituto tecnico per il turismo Livia Bottarga, palestra troppo fredda per fare lezione, tanto che qualcuno si è addirittura rifiutato, alla scuola elementare di via di Casalotti. La temperatura massima è di 8 gradi al liceo Giuseppe Peano. All'Ugo Bartolomei di via Asmara, nel II Municipio, il secondo giorno dopo il rientro in molti hanno rinunciato a mandare i propri figli a scuola. «Mio figlio di 4 anni che frequenta la scuola Pianciani di via del Falco non ha dormito perché aveva paura di avere più freddo», racconta un lettore. 

Lo stesso all'asilo nido "Campo di tulipani" nel VI Municipio:  tubi congelati, caldaia in blocco, tre gradi sul termometro. «Nessuno ci ha avvisato - denuncia Deborah Brunori - perciò tanti di noi genitori si sono ritrovati davanti l'asilo con la comunicazione delle maestre di rimanere a scuola con cappotti e sciarpe. Abbiamo riportato i bimbi a casa ma con grande disagio visto che, se non andiamo a lavorare, la retta che pretendono puntuale tutti i mesi nessuna ce la paga».
«Alla scuola materna A.Torre  - denuncia Giorgia Pinotti - alle 8 si sono accorti che i termosifoni non erano partiti, nonostante il provvedimento di accenderli un giorno prima. Le bidelle ci hanno risposto "decidete voi se lasciare i bambini a scuola".  Posso lasciare mio figlio di 3 anni con una temperatura fuori di -1 per 8 ore in una scuola senza riscaldamenti?».
E che dire della situazione nella scuola materna Manzoni in via Lusitania? «Dopo l'ordinanza della Raggi per l'accensione anticipata dei riscaldamenti, oggi ci aspettavamo la scuola un po più calda - scrive Barbara Di Costanzo - ma siamo stati sorpresi da un gelo pazzesco, pare che il provvedimento sia stato rispettato ma ieri pomeriggio la ditta non ha potuto sbloccare il guasto perché non è stato possibile accede al plesso fino a questa mattina. Quindi i termosifoni, quei pochi funzionanti, sono stati accesi intorno alle 10».
 

Termosifoni spenti anche al liceo Malpighi, all'istituto San Francesco piazza Borgoncini Duca, all'Aurelio, e nell'istituto Circonvallazione Tuscolana ex D. F. Rinaldi  di via Lemonia. Mentre «alla scuola dell'infanzia di Via Andrea Torre, zona Monti Tiburtini - racconta Luca Torino - ci hanno comunicato oggi che i riscaldamenti non erano stati accesi, invitandoci a riportare i bambini a casa.  Siamo indignati di una totale inefficienza».
Al Liceo Statale Niccolò Machiavelli in Piazza Indipendenza studenti e docenti sono entrati nella scuola con caldaie spente e termosifoni gelidi. Le lezioni non sono state interrotte ed i ragazzi sono stati costretti a coprirsi dal freddo con ciò che avevano. Bimbi a casa alla scuola media Raffaello in via Stoppato e all'elementare Armando Diaz in Via Acireale, 2 e all’istituto Comprensivo Piazza Filattiera, quartiere Nuovo Salario, dove
«domani non si garantisce il funzionamento dell’impianto di riscaldamento», racconta Paola Giovannelli.

Classi con temperature da 0 a 10 gradi all'I.S.I.S. Enrico Mattei a Cerveteri. Studenti imbacuccati con sciarpe e cappelli all'I.C. Nelson Mandela di via dei Torriani dove il freddo ha bloccato la caldaia. In classe come sulla neve anche alla scuola materna comunale Assarotti nel XIV Municipio e all'istituto Domenico Purificato a Fonte Meravigliosa, all'Istituto comprensivo Falcone e Borsellino nella scuola Trento e Trieste (infanzia e primaria), appartenente al plesso del Virgilio, in via dei Giubbonari a Roma, dove i bambini hanno fatto lezione con il giubbotto.

«Condizioni di lavoro disumane» all'Istituto comprensivo Matteo Ricci al Torrino. «I termosifoni sono stati accesi stamattina alle 7 e non 24 ore prima come disponeva il Comune - racconta Amelia Impe - la scuola è ghiacciata. I ragazzi e i docenti non riescono a lavorare e molti alunni hanno chiamato a casa per farsi venire a prendere».
Se la sono presi con calma al liceo Democrito di Casalpalocco «dove - denuncia Claudio Fele - i riscaldamenti sono stati accesi verso le 9.15 con gli ovvi disagi per docenti e ragazzi e gli studenti che erano nel plesso senza riscaldamento sono stati spostati nel plesso riscaldato». Così anche al Castello Incantato in via della Bufalotta: anche qui termosifoni rotti, alle 10 non erano ancora partiti», racconta Massimo Mastrogiacomo.

Freddo anche al liceo Statale Niccolò Machiavelli in Piazza Indipendenza, con termosifoni guasti. Rientro gelido anche per gli studenti del liceo scientifico Bruno Toushek di Grottaferrata: termosifoni rotti e 5 ore con indosso sciarpa e guanti. Stessa situazione alla scuola materna comunale Maria Stern in via di Settebagni. Alla scuola Gandhi di Casal Monastero alcuni studenti si sono sentiti male durante l'ora di educazione fisica, causa palestra non riscaldata. 

Gli studenti sono tornati a casa, perchè la caldaia non funzionava, anche alla Ottorino Respighi di Tor de Cenci e alla scuola Parco di Veio in via Fosse del Fontaniletto. Riscaldamento rotto anche all’Istituto Comprensivo Piazza Minucciano ex Ettore Majorana. All'istituto Leonardo Da Vinci in via dell'Elettronica tre caldaie di cui una “guasta”«e per domani non si garantisce nulla», racconta Laura Cacciamani. Chiusura straordinaria all'istituto tecnico aereonautico De Pinedo Colonna. Gelo anche al liceo Vittoria Colonna dove la caldaia non parte e solo stamattina ne è stata data segnalazione alla Provincia e anche alla scuola Madre Teresa di Calcutta zona Ponte Mammolo gli studenti sono dovuti tornare a casa perché i tubi si sono congelati e rotti.
Stamattina anche la scuola elementare di Prima Porta, Istituto Comprensivo Karol Wojtyla di Via Concesio aveva i termosifoni rotti e così anche la scuola Via delle Messi D'oro Pietralata. Mentre le famiglie del liceo Gassman sono state avvisate solo oggi con una circolare che «l'attività didattica è sospesa in sede centrale, a causa della mancanza del riscaldamento». All'Istituto comprensivo “Poggiali” di via Benedetto Croce 48 i riscaldamenti, malgrado l'intervento di un tecnico, non sono mai partiti e in molti sono andati a prendere i bambini per riportarli a casa. 

All'istituto Federico Caffè a Villa Pamphili, nonostante le disposizioni del Campidoglio, «i termosifoni sono stati accessi solo stamattina - segnala Carla Ronchietto - L'istituto ha spiegato che loro dipendono dalla Regione e non dal Comune e quindi stamattina quando hanno acceso i riscaldamenti si sono accorti che non funzionavano». Risultato? Studenti al gelo.  Stessa situazione alla istituto Calipari di via Marelli.

Sit in degli studenti al liceo Peano che stanno protestando per il freddo.
«Qui oltre ai termosifoni rotti - spiega Stefania Brunese - da due anni aspettiamo che venga ripristinato il controsoffitto in tutta la scuola, quando i riscaldamenti non funzionano la dispersione termica è enorme»
Situazione inverosimile a Ciampino, dove il sindaco aveva rassicurato tutti con una nota in cui informava che «viste le temperature particolarmente rigide, i tecnici avrebbero controllato con anticipo la situazione dei riscaldamenti nelle scuole». Un controllo che non deve avere sortito molto visto che all'istituto superiore Verne di Acilia la preside ha mandato a casa i ragazzi perché non sono stati accesi i termosifoni. Stessa situazione alla M. L. King di via Bologna, dove i genitori sono tornati a prendersi i figli perché i termosifoni non funzionano. 
Scuola chiusa anche ad Acilia con termosifoni spenti e temperature che sono scese sotto lo zero.


All'istituto Rossellini di Via Libetta termosifoni non funzionanti, e gli studenti sono rimasti davanti alla segreteria dove era in funzione una stufa. Tubi congelati all'istituto Croce-Aleramo di via Sommovigo, dove i tubi sono congelati e non si sa ancora se domani le lezioni riprenderanno. «Situazione invivibile» all'istituto statale Lucio Lombardo Radice di piazza Ettore viola (zona Anagnina). «La mia classe - scrive una lettrice - ha dovuto sollecitare i professori a fare lezione in biblioteca perché era il luogo più caldo, i termosifoni non erano caldissimi e sono stati spenti alle 13. Non è possibile passare 7 ore in queste condizioni, le istituzioni dovrebbero migliore la nostra situazione scolastica affinché tutti noi possiamo svolgere al meglio le lezioni». Situazione difficile anche alla primaria Nino Manfredi del IV municipio dove i termosifoni sono stati accesi solo dopo l'ingresso degli studenti. La caldaia, peraltro, era già rotta dal 2 dicembre ed era stata sostituita solo durante le vacanze di Natale. 

Segnalateci la vostra situazione all'indirizzo mail redazioneweb@ilmessaggero.it scrivendo nell'oggetto "freddo scuole".
Lunedì 9 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 10-01-2017 10:34

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5 di 17 commenti presenti
2017-01-10 16:57:13
Scuola ic viale dei consoli. Mia sorella di prima i professori gli facevano fare i salti in classe per farli riscaldare. Invece da me tutti ingiacchettati e le porte e finestre con i spifferi. Mia madre ci è dovuta a prendere
2017-01-09 21:35:55
Anche a.Vitinia le scuole elementari statali.c'era la.caldaia non funzionante, e i bambini sono.stati riportati a casa. Inoltre c'è un problema strutturale sul confine con un condominio, e una classe è stata addirittura spostata. Buona scuola...dove sta???
2017-01-09 21:20:32
tutti sanno che le scuole dell'infanzia, le elementari e le medie sono gestite (si fa per dire) dai comuni. quelle superiori erano gestite dalle provincie ed ora sono passate in gestione alle città metropolitane o alle regioni. in entrambi i casi gli enti appaltano il servizio di riscaldamento a ditte esterne (in genere senza nessun controllo sull'operato di queste ditte). chiamare in causa il ministero o il governo è la classica disinformazione grillesca (fake news). quanto alla raggi: pretendere che qualcuno (chi?) aprisse le scuole di domenica (a roma?) per consentire l'accesso agli operai per l'accensione e l'eventuale manutenzione (eventuali materiali da dove li prendevano?) è una pensata di quelle veramente geniali.
2017-01-09 20:12:47
Gelo è dire poco hanno anche spento le caldaie alle ore 13 la buona scuola
2017-01-09 15:29:28
che vergogna
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