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Sabato 25 Maggio
- agg.10:23
Roma
Province, Milano come Roma
protesta contro la nuova sede |


ROMA - Milano come Roma. Non un derby ma un caso di emulazione. Quasi un contagio. Perchè la provincia meneghina è pronta ad acquistare, come anticipato da Repubblica.it, una nuova sede nella quale con ogni probabilità non si trasferirà mai. Nel 2013, come prevedono le norme sullaspending review varate dal governo, le due provincie cesseranno di esistere, inglobate nelle nuove aree metropolitane. Eppure nonostante questi vincoli le due amministrazioni, provincia di Milano e quella di Roma, sono determinate ad andare avanti, sfidando le proteste dei cittadini e quelle delle organizzazioni sindacali.
Storie simili ma non proprio uguali perché ad esempio Milano rispetto a Roma ha messo in preventivo di spendere 43,5 milioni e ha deciso di realizzare la sede in un’area di proprietà mentre la giunta romana ha invece stipulato un atto di compravendita di 263 milioni con il gruppo Parnasi in zona Castellaccio, tra l’Eur e il Grande raccordo anulare.
La provincia di Milano vuole costruire un palazzo di otto piani con postazioni per 900 impiegati. «Si tratta di una permuta — spiega Luca Squeri, Pdl, assessore al Bilancio — e chi costruirà il nuovo edificio avrà in cambio il vecchio immobile, il cui valore è di circa 50 milioni».
L’opposizione non ci sta. «Giusto razionalizzare le sedi, ma farlo così, con un palazzone nuovo è una manovra contro il buonsenso», sostiene Matteo Mauri, capogruppo Pd al Consiglio provinciale, che boccia il progetto e chiede che tutto si fermi. Ma mentre a Roma il Pd tace sulle mosse degli amministratori di palazzo Valentini, quello milanese denuncia che sono tanti i palazzi della Provincia in vendita i cui bandi sono andati finora deserti. «È assurdo portare avanti il progetto adesso che ci trasformiamo - dicono in coro da Milano Diana De Marchi e Bruna Brembilla del Pd - perchè se era ragionevole accorpare gli uffici adesso tutto arriva con eccessivo ritardo. A parte l'ambiguità sui costi, per il concambio, chiediamo di mettere tutto in stand-by fino a quando il destino della provincia non sarà più chiaro».
 Venerdì 20 Luglio 2012 - 11:59 Ultimo aggiornamento: -
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