Ostia, quei 5 clan che spaventano gli onesti del litorale romano

di Mirko Polisano
Ostia, dove i clan spaventano i cittadini onesti. Nomi eccellenti che hanno sempre controllato il territorio e tornati alla ribalta dopo l'aggressione di Roberto Spada, fratello del boss Romoletto e esponente della famiglia di origine sinti che sul mare di Roma controlla il racket delle case comunali e il traffico di droga. Ma la mala sul litorale è sempre stata ad appannaggio di quelli che fanno paura. Fasciani, don Carmine a processo con le figlie Sabrina e Azzurra. Spiagge e chioschi insieme al traffico di droga sono materia dei Triassi dove i fratelli Vincenzo e Vito sono i colonnelli della storica famiglia mafiosa Caruana-Cuntrera di Siculiana. Ostia Nuova è il regno dei Di Silvio imparentati con i Casamonica, mentre l'entroterra è nelle mani dei Guarnera, legato al clan dei Casalesi.
 
 

FASCIANI
Quella dei Fasciani è una famiglia che a Ostia conta ancora molto. Il leader indiscusso è «don» Carmine, abruzzese di Capistrello, 67 anni, pluricitato in tutte le relazioni antimafia (da quelle della Dia a quelle redatte in Parlamento) a Ostia da quando era bimbetto. Negli anni Settanta «don» Carmine ha ufficialmente una panetteria ma è già vicino alla banda della Magliana dove si occupa del settore «soldi a strozzo». Poi, dagli Ottanta in poi, l'escalation incontrastata sul litorale. Dopo droga e estorsioni ha tentato il salto imprenditoriale acquistando uno stabilimento balneare a Ostia Ponente: il Village. Aveva amicizie nei reduci dei Nar altre importanti come Gennaro Mokbel il faccendiere che gestiva i fondi neri per colossi come Telecom e Fastweb.
 
SPADA

Condannato per mafia Don Carmine Fasciani, gli Spada hanno cercato di guadagnare sempre più porzioni di territorio. Un’inchiesta del pm Mario Palazzi sul malaffare diffuso negli uffici del municipio X ha dimostrato come il capo dell’ufficio tecnico, Aldo Papalini, si servisse della loro intimidazione per “espropriare” e riassegnare ad imprenditori e amici, tra cui gli stessi Spada, gli stabilimenti e le concessioni balneari più contese. Lastrada percorsa dagli Spada per affermare il potere emergente è quella delle minacce e dei pestaggi: aggressioni, colpi di pistolae agguati alla famiglia rivale dei Baficchio, ai quali fu addirittura levato di forza un alloggio popolare perché un membro del clan aveva bisogno di una stanza in più. A Ostia gestiscono ancora il racket delle case comunali.

TRIASSI
«Pigliamuni Ostia». Dopo la Banda della Magliana sul mare di Roma arrivarono i Triassi di Siculiana. Dalla provincia di Agrigento, a gestire il controllo dei chioschi e delle attività sul litorale di Ostia, oltre che il traffico di droga e armi, ci sarebbe stata la storica famiglia mafiosa Caruana-Cuntrera di Siculiana, tramite i fratelli siculianesi Vincenzo e Vito Triassi, ritenuti i colonnelli della stessa famiglia. I fratelli Triassi sul litorale gestiscono il traffico di droga e armi che arrivano dalle zone «franche» degli stati balcanici. Nel 2007 e nel 2011, infatti, rispettivamente Vito e Vincenzo Triassi sono stati vittime di agguati e intimidazioni. Ferimenti avvenuti per motivi legati alla gestione dei chioschi sul lungomare di Ostia. Il contrasto, in particolare, riguardava la gestione di una spiaggia libera sul lungomare Toscanelli.

DI SILVIO-CASAMONICA
Insieme agli Spada, a gestire il traffico di usura, estorsioni e droga sul litorale romano ci sono anche i Casamonica, imparentati con i Di Silvio e affiliati degli Spada. Nando Di Silvio a Ostia ha in mano il racket delle case comunali. Condannato a 5 anni e 4 mesi, insieme ad altri 9 esponenti della sua famiglia aveva estorto l'appartamento a una giovane coppia che regolarmente aveva ottenuto un alloggio nelle case Ater di Ostia. Nel corso della loro scalata sul mare di Roma, i Casamonica sono stati più volte incriminati per spaccio e traffico di stupefacenti, usura tramite società finanziarie, scommesse clandestine, strozzinaggio e recupero crediti per conto terzi. Si tratta di uno dei gruppi malavitosi più potenti e radicati non solo di Ostia, ma del Lazio. I Casamonica a Ostia sono dediti anche al controllo della droga nella zona popolare di Ostia Nuova. La loro forza è la territorialità e il loro feudo è Ostia Ponente, dove hanno ville fortificate e protette da sistemi di sorveglianza.

GUARNERA
Il gruppo dei fratelli Guarnera opera ad Acilia, periferia tra Ostia e Roma. Una terra di mezzo, tra il mare e la grande città dove il clan, braccio dei Casalesi nella Capitale, ha il controllo dei videopoker e delle slot machines. Le indagini hanno portato alla scoperta di una vvera e propria joint-venture tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e noti appartenenti alla criminalità organizzata romana. Più in particolare, è stato accertato come il boss Mario Iovine detto Rififì stesse progressivamente estendendo le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo persone locali che “avevano il gioco in mano”, ossia Sergio Guarnera detto Ciccio e Sandro Guarnera, considerati dagli inquirenti elementi di
«pericolosità sociale».
 
Domenica 12 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2017 07:54

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 24 commenti presenti
2017-11-14 23:03:55
Piu' che altro il problema si tratta delle istituzioni che si latitano ovunque. I cittadini hanno bisogno dei validi punti di riferimento dalle istituzioni stesse per avere una visione migliore del futuro. Purtroppo, i clan trovano sempre terreno fertile laddove i cittadini si sentono abbandonati.
2017-11-13 12:21:52
Mai l'Italia ha avuto questo degrado, da quando il Pd √® al Governo. Mai ci sono state tante violenze di ogni genere, rapine e quantaltro come ora. Il Paese √® cambiato letteralmente! Nulla fa pi√Ļ specie. Con la scusa dell'assistenza agli immigrati, mentre i nostri poveri sono abbandonati a se stessi, l'Italia √® diventata una nazione oramai difficile da recuperare. Furti, rapine, violenze, stupri e quanto altro sono talmente all'ordine del giorno, che la gente comincia oramai anche ad abituarsi. Se questo che vogliono le sinistre, ebbene sono riuscite nel loro intento. Non ci resta che complimentarci con Loro! Per√≤ da adesso in poi, sar√† dura sopravvivere. Non ci resta che aspettare le prossime elezioni, per avere qualche speranza ancora.
2017-11-13 09:49:41
Uno stato serio li metterebbe tutti al 41/bis
2017-11-14 22:59:37
Questo equivale alla tortura, ci sono stati suicidi tra detenuti. Il tuo commento e' fuori luogo, prima bisogna colpire fin dalle istituzioni piu' alte verso a scendere contro ogni tipo di crimine, non il contrario.
2017-11-13 07:59:41
Tutto questo marcio ce lo servono dopo una testata ad un giornalista Prima nessuno sapeva Mi sembra la fotografia delle tre scimmiette: io non vedo , io non sento, io non parlo Ma quante situazioni come queste ci sono in giro per lo stivale?? Un conto è una regione ma militarizzare una città come Ostia mi sembra possibile: invece di mandare i nostri militari in giro per zone di guerra li mandassero a bloccare i traffici illeciti in particolare in città con consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose Ostia è dal sett. 2015 che è sotto tutela e dal 2016 al 2017 ce ne sono 14 nelle stesse condizioni Sciolte significa mandare a casa tutta la giunta comunale e poi se fossimo seri in quelle città le associazioni mafiose, camorristiche, ndranghetistiche non avrebbero potuto muovere neanche una spilla. E invece non è così, continuano a fare i propri affari senza fare troppo rumore e molte volte con la copertura della gente comune fino alla testata ripresa in diretta TV e a quel punto lo stato ha dovuto farsi vedere presente
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