Roma, il museo degli assenteisti: spunta il doppio incarico della direttrice

di Laura Larcan e Alessia Marani

Gli ispettori del Ministero dei Beni culturali ieri sono piombati nel Museo di Arti e Tradizioni popolari all'Eur. Dopo lo scandalo dei 9 dipendenti assenteisti (su 40), il Mibact ha firmato i decreti sospensivi dal servizio che prevedono la decurtazione dello stipendio per un anno. E sta seriamente ragionando sul licenziamento. «I fatti sono gravissimi», commentano dal Collegio Romano. Che attraverso la direzione generale Belle Arti e Paesaggio di Francesco Scoppola si costituirà parte civile. Intanto, spunta un doppio incarico per la direttrice del Museo, Maura Picciau, classe '65, indagata nell'ambito dell'inchiesta. Picciau, come si apprende dal sito del Mibact, risulta anche nell'organigramma del Segretariato regionale sardo, Servizio di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, con la responsabilità dei Beni storico-artistici, in qualità di funzionario esterno. Ovvero fuori sede. Lei che è di Cagliari, dunque, lavora a Roma però ha anche incarichi in Sardegna. A febbraio 2015, in un mese di appostamenti e videoriprese, i carabinieri del Reparto operativo annotano le sue uniche presenze al museo: 10, 11, 12, 18, 19 e 20 febbraio. Non si sarebbe accorta delle assenze ingiustificate dei suoi dipendenti, dunque, perché era la prima a non essere sempre in ufficio. Come rileva il gip che ha rigettato la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal pm, di per sè nulla di penalmente rilevante: c'è un decreto dello Stato che concede ai dirigenti ministeriali di autodeterminarsi l'orario di lavoro, perché a contare è la qualità dell'impegno.
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Martedì 12 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 09:00
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