Maxi operazione anti droga, arrestata
psichiatra: 30mila euro per perizia falsa

Un momento dell'operazione
ROMA - Non solo un’operazione di polizia che ha portato all’arresto di 40 persone responsabili di un giro di droga internazionale: dai cartelli colombiani fino in Italia per poi arrivare a Roma e ai i suoi quartieri periferici inondati di cocaina. Ma anche un’inchiesta, quella della Squadra Mobile romana, che ha fatto luce su uno scenario sconcertante: quello della comunità per il recupero di tossicodipendenti Villa Lauricella.

A finire in manette, fra boss del crimine organizzato calabrese e spacciatori romani, anche Anna Maria Dell’Unto, 64 anni, psichiatra e responsabile della struttura sulla via Prenestina. Grazie a false perizie della dottoressa che attestavano lo stato di tossicodipendente del recluso, a sentire gli investigatori, bastava pagare sui 30.000 euro per uscire dal carcere e finire nei locali della comunità. Poi dalla villa si evadeva con facilità estrema così come hanno accertato gli uomini della squadra mobile diretta da Vittorio Rizzi.

In pochi mesi sono fuggiti un pregiudicato ricercato per un’esecuzione avvenuta poco tempo fa a Roma, un boss del Prenestino che doveva scontare una condanna per 13 anni (poi riacciuffato dalla polizia) e tanti altri pregiudicati. Villa Lauricella entra a pieno titolo nell’indagine sul narcotraffico durata oltre due anni che ha portato la squadra mobile a smantellare l’organizzazione criminale. Alcuni personaggi arrestati, secondo gli investigatori, sono passati proprio per la struttura privata dove è stata anche sequestrata una pistola con la quale un pregiudicato si esercitava al tiro a segno contro un armadietto dentro la villa.

All’interno della villa sono stati recuperati diversi chili di droga. Il centro di recupero, munito di un sofisticato sistema di video sorveglianza, era diventato un terreno franco dove gestire i traffici e evadere. La dottoressa deve anche rispondere di spaccio di droga.

L'inchiesta. I poliziotti hanno messo le manette al boss calabrese Antonio Angelo Pelle sorpreso latitante a Roma qualche mese fa. Un’associazione che vedeva come referente romano Alessandro Laurini. Tramite lui chili e chili di cocaina (ne sono stati sequestrati 30) venivano affidati a una decina di piccoli spacciatori che consegnavano lo stupefacente nelle zone di Talenti, San Basilio, Monte Mario, la Torraccia, Settebagni. In un giorno gli spacciatori riuscivano a fare anche 50 consegne di droga a domicilio. Nell’inchiesta figura anche un anziano calabrese che viveva in Colombia da dove coordinava le rotte per la droga. La polizia ha messo anche i sigilli ad una società romana con sede al Tuscolano che prestava servizi per disabili. Nei locali avveniva lo smistamento della droga nei vari quartieri romani.
Sabato 19 Maggio 2012, 14:31 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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