Marino, sequestrata casa famiglia lager: immigrati minorenni trattati come bestie senza cibo né coperte

Durante un blitz nel pomeriggio di ieri i carabinieri del nucleo operativo di Castelgandolfo hanno posto sotto sequestro una Casa Famiglia di Marino nella quale si trovavano 8 ragazzini minori, provenienti dall'Africa, dall'Albania e da zone di guerra. I militari durante i controlli effettuati insieme al tenente Alessandro Iacovelli hanno trovato gli ospiti in condizioni sanitarie precarie e di grande degrado, hanno così denunciato la responsabile della struttura, una donna romana di 40 anni e tre educatori. Per loro l'accusa è di abbandono di minori e di persone incapaci.

Secondo quanto rilevato dai carabinieri, agli ospiti, nonostante il corposo assegno incamerato dalla struttura ogni mese dal Comune di Roma per oltre 20mila euro (70 euro a testa per ogni ospite), venivano negate anche le coperte. Trattati come bestie per quanto in quella struttura avrebbero dovuto trovare ospitalità e calore umano. I giovanissimi ospiti, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, tutti immigrati, giunti in Italia in modo clandestino, sono stati ora trasferiti in un'altra struttura di accoglienza romana.


La struttura, aperta da due anni nella zona di via Papale ed ampia circa 300 metri quadri (capace di ospitare 9 posti letto), autorizzata all'attività dal Comune di Marino nel 2014, era attiva da due anni ed accoglieva ragazzi segnalati dai Servizi sociali di Roma. L'inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Castelgandolfo è partita dall'ennesimo allontanamento di un minore ed ha portato alla scoperta di operatori che non vigilavano come avrebbero dovuto. La casa, sita lungo la via Maremmana a pochi km dal lago di Castelgandolfo era gestita da una cooperativa, nelle stanze dove dormivano i ragazzi era sprovvista anche di vetri alle finestre.

Nel frigorifero e nella dispensa pochissime cibarie, trovati anche escrementi di topo un po' ovunque. Sul posto è intervenuta anche la Asl che non ha potuto che rilevare lo stato di avanzato degrado in cui si trovava la struttura e procedere insieme ai carabinieri della compagnia di Castelgandolfo diretti dal capitano Emanuele Tamorri, al sequestro giudiziario disposto dalla Procura di Velletri.
Giovedì 24 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 26-03-2016 10:25

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5 di 9 commenti presenti
2016-03-25 10:23:56
VERGOGNA!!!
2016-03-24 15:50:15
di che colore è questa cooperativa? (domanda retorica)
2016-03-24 14:58:12
Sembra chiaro ora che molte iniziative per ospitare profughi, sono diventate organizzazioni commerciali ,che incassano soldi dal governo, e chiedono soldi attraverso donazioni fatte per telefono ! Spesso, come in questo caso gli organizzatori vivono alla grande,e gli ospiti sopravvivono a fatica !
2016-03-24 14:27:46
nella foto, sul muro, è riportata la scritta "Cascina" .. perchè non se ne fà menzione nell'articolo?
2016-03-24 14:19:21
Basta con queste cooperative sociali che,di "sociale"non hanno nulla ma solo interesse ad ingrassare chi le gestisce. Mafia capitale non ha insegnato nulla?
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