ROMA - Roma brucia: per quattro giorni di seguito gli incendi sono divampati a Monte Mario, l’ultimo focolaio è stato spento dai vigili ieri mattina a Villa Madama. Fumo e lingue di fuoco anche al Parco del Pineto e al Parco dell'Insugherata, dove sono intervenuti i volontari della Protezione civile regionale con un elicottero e squadre a terra.Ieri mattina la Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il dolo sull’incendio che lunedì scorso ha provocato un’enorme nuvola di fumo nero che è arrivata anche a San Pietro e ha fatto piovere cenere sulla città.
Il rogo era partito da alcune sterpaglie che avevano preso fuoco a Valle Aurelia, e alcuni testimoni del circolo bocciofili avevano raccontato di avere visto dei ragazzi che maneggiavano petardi. Gli accertamenti contro ignoti sono stati avviati dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, responsabile del pool ecologia, sulla base di un’informativa del Corpo forestale: incendio boschivo doloso il reato configurato. La Procura, probabilmente oggi stesso, dopo che avrà ricevuto le informative dalla Forestale, aprirà altri due fascicoli, sugli altri incendi divampati a Monte Ciocci e a La Storta, mentre le segnalazioni sugli altri fuochi divampati a Monte Mario finiranno tutti in un unico fascicolo, per capire se gli episodi siano connessi tra loro.
Gli inquirenti dovranno accertare se gli incendi sono stati tutti di origine dolosa oppure colposa. «Attendiamo i risultati dell’inchiesta della magistratura e del Corpo forestale dello Stato per conoscere - dice il sindaco Gianni Alemanno - ha fatto molta impressione questa catena di incendi bisogna capire se nasce dalla stagione molto torrida o se c’è qualche strategia dietro questi incendi. Bisogna capire se si è semplicemente trattato di un fatto colposo, e cioè dovuto alla distrazione di qualcuno o se c'è la volontà di distruggere un pezzo di natura per una speculazione. Dalla mia esperienza di ministro dell’Agricoltura ho imparato che non c’è mai l’autocombustione».
Monte Mario va a fuoco, e si scopre che dal XVII Municipio era stata inviata all’assessorato all’Ambiente del Comune e della Regione, una richiesta per ripristinare la rete idrica nel parco, che non risulta adeguata in caso di incendio. Ma non è mai arrivata nessuna risposta. «Aspettiamo questa risposta da anni - dice la presidente del Municipio Antonella De Giusti - gli incendi non avvengono per caso, chi li provoca non si rende conto del danno ambientale che provoca. Abbiamo una rete idrica fatiscente, e invece è importante che ci siano i mezzi per intervenire subito in caso di incendio». Fiamme e fumo hanno avvolto ieri il Lazio intero, 40 incendi sono divampati in tutto il territorio impegnando anche i volontari della Protezione civile. Nel pomeriggio è andata a fuoco la collina di Montecatilli, a ridosso di Tivoli, le fiamme hanno distrutto 20 ettari di bosco e uliveti.
Per domare l’incendio ci sono volute 10 squadre regionali di volontari, un elicottero, due canadair, un elicottero del Coau (Centro operativo aereo unificato), e tre elicotteri del Corpo forestale dello Stato. A Vallecorsa, nel frusinate, un altro incendio ha visto impegnato due canadair, due elicotteri della protezione civile regionale e del Copro forestale, insieme a squadre a terra della protezione civile, forestali e vigili del fuoco. E a Sonnino, in provincia di Latina, sono andate a fuoco alcune colline.