Denuncia scandalo delle case popolari
le incendiano l'auto

di Marco De Risi e Riccardo Tagliapietra
ROMA - Denuncia il malaffare, le bruciano l’auto. Al centro della vicenda la gestione delle case Ater a Roma. Vittima del presunto attentato Annamaria Addante, presidente dell’associazione inquilini e proprietari Iacp-Ater. Tutto è cominciato quando la donna ha deciso di denunciare durante L’Arena a Domenica In, la trasmissione Rai condotta da Massimo Giletti, la situazione delle case popolari in città: 10.600 alloggi che avrebbero dovuto essere alienati dall’ente, delle quali poco meno della metà sono state vendute.

Una vicenda complessa, già al centro di scandali e inchieste, che la presidente ha ribadito ai microfoni, assieme al presidente dell’Ater, Bruno Prestagiovanni, da poco alla guida dell’ente; l’uomo che nell’ultimo anno ha dato il via a una serie di controlli assieme a guardia di finanza e Agenzia delle entrate, portando alla luce varie truffe ai danni della pubblica amministrazione.

Domenica notte, poche ore dopo la trasmissione televisiva, l’auto di Annamaria Addante, una Lancia Y parcheggiata sotto casa, in via Calidio a Torre Spaccata, è andata a fuoco. Un incendio doloso, secondo i pompieri. «Non ho mai ricevuto minacce - ha replicato ieri la presidente - ma non mi farò intimorire. L’auto? Era nuova purtroppo». Poi aggiunge altra carne al fuoco. «L’Ater negli anni passati ha venduto solo pezzi dei suoi palazzi, costringendo chi acquistava a rimanere vincolato alle spese condominiali assurde, gestite proprio dall’ente», dice. Al centro della vicenda ci sarebbero alcuni dirigenti, sui quali anche la Procura sarebbe informata.

Un terremoto che con il passare dei mesi sembra aver amplificato i suoi effetti, facendo trasparire un sistema legato a favori, vendite e gestioni poco chiare. «Va ricordato, però - ha tenuto a specificare il presidente dell’Ater, Prestagiovanni - che non è l’Ater ad assegnare le abitazioni, ma il Comune attraverso una precisa graduatoria». Le leggi che regolano i requisiti per poter accedere alle case sono contemplate in una normativa regionale. Questioni che hanno convinto gli inquilini a dare vita, giovedì, a un presidio in lungotevere Tor di Nona, sede dell’Ater.

«Fino al 2008 - ha aggiunto il consigliere provinciale, Nicola Galloro (Pd) - era operativo un Comitato che si occupava del recupero alloggi in collaborazione con le forze dell’ordine. Nel 2007 erano tornati disponibili per le assegnazioni circa 300 immobili. Comitato smantellato dalla giunta il 30 agosto 2008, e ripristinato dopo mesi con una società interinale, ma i risultati sono stati scadenti».
Martedì 4 Dicembre 2012, 11:15 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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