Roma, campionessa di canotaggio morta dopo gli interventi: chiesti 4 anni per i medici del S. Filippo

di Michela Allegri
Una complicanza non diagnosticata, una raffica di operazioni d'urgenza. Quindici anni spezzati in una settimana. Era una giovane campionessa di canottaggio, Cristina Mencarelli, tesserata con l'Azzurra di Civitavecchia. E' morta il 2 gennaio del 2011, dopo tre interventi di neurochirurgia effettuati all'ospedale San Filippo Neri. La Procura sembra non avere dubbi: la morte di Cristina poteva essere evitata. Per questo motivo, gli inquirenti hanno chiesto la condanna a 4 anni di reclusione dei 6 dottori che hanno seguito il...
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Giovedì 12 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2017 10:29
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5 di 5 commenti presenti
2017-01-15 11:41:56
Come per tutti gli ospedali, ci sono cose buone e cose cattive, personale buono e luridi fetenti che giocano con la vita dei malati... ma come sempre, se un repartyo non funziona e' per colpa del primario, che si affida a un vice primario incapace ch pensa solo a fare carriera dimenticando che prima di tutto va rispettato il codice deontologico e vanno garamntite le migliori condizioni e le migliori cure ai malati! ma questo, nel San Filippo, e' solo una speranza...
2017-01-15 11:38:47
@cheshirekat Non avete pensato a denunciare l' infermiera? Anche se spesso, troppo spesso le denunce di questi casi finiscono per essere archiviate, almeno avrebbero messo allo scoperto un fatto assolutamente inaccettabile. Ma sep osso darti il mio parere, se qualcosa funziona al san Filippo, sono gli ambulatori dove vengono fatti i prelievi ematici, sia per le analisi generali che per il centro TAO, e grazie alle infermiere... cio' che va rimosso e sostituito in blocco, e' il personale dell' amministrazione, dal livello piu' alto al piu' basso, perche' sono tutti figli di metodiche clientelari e famigliari... pensa che una volta una dirigente medica disse ad un paziente che si lamentava per il modo in cui viene impedito l' ingresso ai parcheggi interni all' ospedale, che il san Filippo non era una struttura pubblica, ma PRIVATA! Per il modo in cui venivano gestiti i fondi regionali...sicuramente!
2017-01-12 19:45:11
Anch'io ho un racconto dell'orrore da aggiungersi a questi. Mio padre entro' al San Filippo Neri, sotto consiglio del medico curante, per fare dei semplici esami di controllo e fini' per prendersi una polmonite causata da un'infermiera che continuamente toccava un malato di polmonite e poi mio padre (quasi a farlo apposta). Mio padre aveva 70 anni e mori' di polmonite all'ospedale. Entro' che era in buona salute e mori' per la totale malasanita' del San Filippo Neri.
2017-01-12 11:24:12
Il reparto chirurgia d' urgenza del San Filippo e' una specie di macelleria... un mio conoscente vi e' stato per cinque giorni a causa di una emorragia addominale, e oltre a non aver capito, dopo tre ecografie, una tac e una rx, quale fosse il motivo e da dove provenisse l' emorragia, lo hanno tenuto per tutti il tempo sotto terapia antibiotica (due flebo al giorno) senza gastroprotezione, senza cibo facendo prelievi ematici mattina e sera, gli hanno somministrato plasma senza fare i test allergici, provocando una reazione estesa che il medico presente aveva minimizzato, invitandolo a "fare il paziente" che a fare il medico ci pensava lui...poi, dopo aver visto le numerose eruzioni cutanee sul torace e sull' addome, quel "medico" si e' spaventato e ha detto all' infermiera di togliere subito la flebo di plasma, chiedendole cosa andava fatto in quei casi...e' stata l' infermiera a suggerire al "medico" di fare il cortisone endovena... cio' premesso, dopo 5 giorni di sofferenza, con l' intestino compromesso al punto di avere perdite di liquido corrosivo senza poterle controllare, dopo tre consulenze chieste a vari "specialisti", l' ultimo dei quali, l' unico vero medico, un internista, aveva sconsigliato di fare ulteriori tac, suggerendo di limitarsi ad attendere monitorando il caso tramite analisi del sangue e nutrendo il soggetto, il vice primario pretendeva che lui si sottoponesse ad un' altra tac. Lui si e' rifiutato, e alla minaccia che o la faceva la o firmava e se ne andava, lui ha deciso di uscire dal reparto piu' scandaloso di quell' ospedale... dopo tre giorni di bistecche al sangue si e' ripreso e ora sta alla grande. Per inciso: uno dei medici di quel reparto gli disse che se stava al posto suo avrebbe firmato e se ne sarebbe andato prima possibile...! Questo tanto per informazione di un caso reale, che spero possa aiutare coloro che hanno la sventura di finire nel reparto di chirurgia d' urgenza del San Filippo.
2017-01-12 08:33:06
Io sono certo di un caso di malsanità che ha colpito mia madre, portandola al decesso. Ho la cartella clinica che dimostra le assurde inadempienze che hanno portato mia madre al decesso. Però aveva 88 anni e tutti i medici che ho contattato mi hanno detto che ho ragione ad avere sospetti, che sono concreti i miei dubbi, ma che nessun giudice mi darà mai ragione perché mia madre aveva 88 anni. Scrivo questo post perché l'articolo tratta di un caso di malsanità verso una giovane donna, quindi la Procura non ha dubbi........
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