Roma, travolge ciclisti sull'Aurelia e scappa, un morto e due feriti gravi. Il pirata si costituisce: è una donna

di Marco De Risi
È stata individuata la persona al volante della jeep che ha investito stamattina alcuni ciclisti su via Aurelia all'altezza di Castel di Guido uccidendo uno di loro e ferendone altri tre e ha proseguito la marcia senza fermarsi. Secondo quanto si è appreso, si tratta di una donna che risede a Cerveteri. La donna, 52 anni, che era alla guida di una Dacia Duster bianca, si è costituita ai carabinieri di Montespaccato. La donna è risultata negativa all'alcol e al drug test.
 

«Sono scappata perchè ho avuto paura», si è giustificata la donna. A quanto ricostruito, l'investimento è avvenuto mentre tentava il sorpasso. Ha travolto in pieno un ciclista e poi ha impattato con la fiancata dell'auto contro gli altri. Tornata a casa la 52enne, un'incensurata che abita in zona, si sarebbe pentita e si è presentata alla caserma dei carabinieri di Montespaccato.

Sono due i ciclisti feriti nell'incidente. Il terzo, Roberto G., classe 1940, è morto dopo che era stato ricoverato in condizioni disperate all'Aurelia Hospital. Gli altri due ciclisti feriti, un 71enne e un 68enne, sono invece stati trasportati in codice rosso al San Camillo.

Durante il trasporto in ospedale si è verificato un altro incidente: un'ambulanza con uno dei feriti a bordo ha travolto un motorino sul cavalcavia sopra l'Aurelia all'altezza del km 14. E' stato neccessario l'arrivo di un altro mezzo. L'Aurelia è stata riaperta in direzione sud dopo che era stata chiusa in seguito all'incidente. Rimangono rallentamenti.

La donna, una 52enne, si è presentata presso la caserma dei carabinieri di Montespaccato. L'auto sulla quale viaggiava era appunto un suv Dacia Duster di colore bianco. Sul posto anche le pattuglie dei vigili urbani che la stavano seguendo.

La guidatrice rischia l'omicidio stradale. La donna è stata denunciata a piede libero per omicidio stradale e lesioni gravi. Sarà una delle prime in Italia a rispondere del reato di omicidio stradale, in base alla legge entrata in vigore due giorni fa, se sarà accertata la violazione da parte sua delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Non solo: in caso di condanna, la donna rischia una pena non inferiore a cinque anni per essersi data alla fuga dopo l'incidente.

La nuova legge sull'omicidio stradale - n.41 del 23 marzo 2016, entra in vigore il giorno successivo - stabilisce all'art.1 un nuovo titolo di reato (art.589-bis del codice penale) che dice: «Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni». Pene più severe sono previste in caso di guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. La stessa legge sull'omicidio stradale introduce inoltre un altro articolo nel codice penale, il 589-ter, il quale stabilisce che se il conducente responsabile di un incidente «si dà alla fuga, la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a cinque anni».
Sabato 26 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 27-03-2016 22:06

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5 di 27 commenti presenti
2016-03-29 13:59:34
L'aurelia è una di quelle strade che andrebbero controllate continuamente sia dalle forze dell'ordine , sia con autovelox ecc.Per lavoro la faccio spesso , controlli 0 .Una volta si diceva :ci deve stare il morto poi qualcosa cambierà;oggi , neanche con il morto si cambia ,figuriamoci.... Come sulla Nomentana Bis quella che va da fine tor lupara alla st.provinciale 23 .Macchine che sfrecciano a oltre il limite autostradale (il limite è 50-70 km./h. ) ,sorpassi con tutta La linea bianca continua. di giorno e di notte ,Una strada abbandonata senza illuminazione...... anche questa la faccio spesso mai vista una macchina della polizia ,carabinieri ....nessuno!!!!!! Basterebbe mettere un ' autovelox ;quando comincerebbero ad arrivare le multe poi sì che rispetterebbero il codice stradale .
2016-03-28 14:51:02
Sicuramente fuggire dopo un incidente è un reato e non ha giustificazioni. Ma assolvere a prescindere i ciclisti solo perché ritenuti soggetti deboli è assurdo e inammissibile. Il codice della strada vale per tutti e il buon senso direbbe che sarebbe meglio prevenire certi gravi incidenti non andando a pedalare su strade pericolose come l'aurelia.
2016-03-27 21:57:38
Per rispondere a chi dice che la fila indiana √® meglio: la fila indiana genera un serpentona lungo centinaia di metri e non √® visibile alle auto. Certo che se si viaggia in auto a 130/140 dove c'√® il limit di 90km √® unproblema. La questione √® semplice, si tratta di INCIVILT√Ä e mancato rispetto del pi√Ļ debole. In tutti i paesi civili le bici possono circolare su tutte le strade tranne le autostrade. In Italia pure ma non si rispetta chi va in bici. In Spagna esistono centinaia di cartelli che ricordano che bisogna passare ad almeno 1,5 mt. di distanza laterale da una bici o da un gruppo. Noi andiamo indietro gli altri avanti, anche paesi dell'est.
2016-03-27 20:55:57
Qualcuno sarà pure maleducato, ma non mi sembra un buon motivo per mandarlo al cimitero. E comunque ci si ferma a prestare soccorso. Spesso pochi minuti fanno la differenza tra la vita e la morte. Successivamente si appureranno i fatti e nel caso in cui esista un concorso di colpa, ciascuno risponderà delle proprie responsabilità.
2016-03-27 17:27:22
al di là della colpa della conducente ,mi domando come sia possibile che ultrasettantenni vadano in bicicletta su una statale molto pericolosa,quando verranno stabilite delle regole per i ciclisti vere mine vacanti sulle strade?
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