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Roma

Assalto Campo de' Fiori, «c’era sangue, uno di loro sembrava morto»

di Francesco Olivo

ROMA - Se si stupiscono anche quelli di Campo de’ Fiori allora vuol dire che è non è stata una rissa qualunque. Qui se ne vedono di ogni tipo, ogni notte, ma quella di mercoledì non ha precedenti per violenza, intensità, durata e determinazione criminale. «Per spietatezza aggiungerei» dice con la voce che trema di rabbia e incredulità Laura Lincio, una signora arrivata (suo malgrado a questo punto) a Roma da pochi giorni, per far visita alla sorella che abita in via dei Cappellari. Questo splendido vicolo, perennemente sfregiato dai rigurgiti della peggiore movida, è stato il teatro degli scontri fuori dal pub.

VICOLO MACABRO
«Dalla finestra ho visto una pozza di sangue e un ragazzo lì accanto, era tutto bianco sembrava morto», continua la donna «non riesco a togliermi dalla mente quelle scene, da ieri notte non penso ad altro». La signora ha ancora paura, anche perché solo per pochi attimi ha evitato di finire in mezzo alla bolgia: «Ero tornata a casa da pochissimo, qualche minuto dopo e chissà cosa sarebbe successo». Anche osservata dall’alto la scena è stata davvero cruenta: «Prima ho sentito urla, quando sono diventate fortissime mi sono avvicinata. All’inizio avevo paura anche ad affacciarmi, ma dal vetro si vedeva tutto. Le assicuro che non erano scene umane». Per quello che serve c’è un risvolto positivo: «A Milano vivo all’Arco della Pace, pensare che mi ero lamentata per il caos notturno. Adesso ho rivalutato la mia zona».

I RESTI DELLA BATTAGLIA
Quelle botte, quei coltelli, quelle mazze sono rimaste impresse negli occhi di molti, dimenticarle è impossibile anche perché la strada è ancora piena dei resti della furia notturna. «È impossibile riferire cosa ho visto all’una e mezza di ieri, impossibile mi creda», spiega Monica, una signora bionda. Sarà impossibile, ma basta guardarla negli occhi per scovare il terrore che non se ne va, anche dopo dodici ore. «C’era sangue dappertutto, volavano pezzi di sedie, ho avuto una paura enorme, perché succedono queste cose? Dicono che stavolta è per il calcio, gli inglesi, i laziali, i fascisti, ma guarda caso quando c’è da menare si viene qui a Campo de’ Fiori». Davanti al pub Drunken Ship o quel che ne resta, va in scena una sorta di processione di lavoratori e residenti della zona. È una scena a suo modo suggestiva: la gente si ferma, scuote il capo, borbotta tutto lo sdegno davanti ai vetri sfondati, dà una pacca sulla spalla al gestore del bar, un gesto non scontato, visto che la categoria è ritenuta responsabile delle notti folli.

L’odore di birra arriva violento dal pavimento appiccicoso e pieno di schegge. Il gestore Fabio Crecca racconta con un filo di voce l’avventura: «È stato pauroso. Gli inglesi erano tranquilli, stavano nel locale dal pomeriggio. All’improvviso una trentina di persone a volto coperto ha fatto irruzione e ha iniziato a colpire per far male. Volavano oggetti, sgabelli, una vera e propria guerriglia, persone che si nascondevano dietro il bancone, gente che usciva insanguinata. Il tutto è durato un quarto d’ora».

INCONTENIBILI
Girato l’angolo c’è vicolo del Gallo, una splendida stradina che porta a piazza Farnese. Davanti al Cisternino, alimentari di latticini, non si parla d’altro. Dentro anche. I proprietari guardano su Internet le ultime notizie, sorridono quando vedono i video dove passano i loro vicini, ma tornano serissimi quando gli si chiede un’opinione: «La vede questo rivolo d’acque che scorre qui davanti? Non è acqua, è pipì - spiega la padrona - questo per dire che quello di ieri è solo più eclatante, lo scandalo è quello che succede ogni notte». La gente in coda per comprare formaggi e mozzarelle annuisce e mette il carico. «Qui arriva ogni sera gente incontenibile, che andrebbe controllata e invece niente, chi dice che il problema è il weekend sminuisce.

La mia serranda è corrosa dai bisogni e da altre porcherie notturne». «Questa è decadenza, non è libertà», sintetizza Carla una signora di Trastevere, abituata a piazza Trilussa e «a quelle domeniche dove per i resti delle bottiglie non si riesce neanche a camminare».

Le telecamere della televisione spagnola intervistano il presidente del I municipio Orlando Corsetti, i colleghi inglesi entrano nel pub e poi cercano le macchie di sangue rappreso ai Cappellari. Per tutti i cameramen vale l’invito di una vecchietta di via dei Baullari: «Se volete vedere qualche scena violenta tornate stasera, tanto staremo da capo a dodici».


Venerdì 23 Novembre 2012 - 08:58
Ultimo aggiornamento: -
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