Alemanno contro il docufilm Rai su Mafia Capitale: «Mi diffama, querelo»

Alemanno (Ansa)
«Ho dato mandato ai miei legali di presentare denuncia per diffamazione a mezzo stampa agli autori e ai produttori del Docufilm "I mille giorni di Mafia Capitale" trasmesso dalla terza rete della Rai. Questa produzione, particolarmente nella puntata trasmessa giovedì sera, ha chiaramente travisato i fatti in modo tendenzioso, ignorando le risultanze della sentenza del Processo su Mafia Capitale e il proscioglimento da ogni reato associativo che è stato richiesto e ottenuto nei miei confronti dalla Procura di Roma». Lo afferma Gianni Alemanno in una nota.

«Il Docufilm è tutto proteso a ribadire in modo dogmatico il vecchio teorema "fascio-mafioso", secondo cui i reati riscontrati nel suddetto processo erano ascrivibili all'intreccio tra un'associazione mafiosa e l'ambiente della destra romana, presentato come un'unica realtà mischiando esperienze in realtà profondamente diverse e totalmente conflittuali. Queste tesi - prosegue - sono state smentite dal numero preponderante di persone di sinistra coinvolte in quelle vicende - guidate da due esponenti di spicco del Pd romano come Salvatore Buzzi e Luca Odevaine - e dalla sentenza del Tribunale di Roma che ha cancellato ogni forma di aggravante mafiosa. Non solo: la mia figura come sindaco di Roma viene presentata come centrale in questo contesto, nonostante il pieno proscioglimento già ottenuto
».

«Tutto questo - prosegue Alemanno - è ancora più intollerabile se si considera che questo lavoro è una coproduzione di Rai Fiction ed è stato trasmesso in una rete del servizio pubblico. Per questo motivo ho chiesto ai parlamentari della Commissione Vigilanza Rai di presentare un'interpellanza contro questo uso fuorviante e politicamente tendenzioso del servizio pubblico. Sono tre anni che sono sottoposto alla gogna mediatica per reati che sono stati perpetrati anche a mio danno come politico e cittadino, speravo che tutto questo finisse almeno dopo il proscioglimento, ma devo constatare che proprio la Rai si fa protagonista della continuazione di questo vergognoso progetto che oggi risulta offensivo non solo per la città e il sottoscritto e per la destra politica, ma anche per il lavoro della Magistratura e per tutta la Città di Roma».
Sabato 23 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2017 16:31

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5 di 11 commenti presenti
2017-09-24 14:41:55
a me e' sembrato che la trasmissione parlasse anche del coinvolgimento di molti esponenti della sinistra, e facesse vedere e ascoltare anche molte intercettazioni che riguardavano questi ultimi. Effettivamente il quadro che veniva fuori era sconfortante. Sono d'accordo pero' con chi dice che l'unico luogo idoneo per valutare approfonditamente e in modo completo queste testimonianze sia il tribunale. Tanto per dirne una, qui mancava ogni contraddittorio
2017-09-24 12:57:32
Secondo molti commentatori, ciò che conta è quello che dice il regista del film e quello che dicono loro stessi! Ergo: costoro hanno riformato la sentenza: giusto così!
2017-09-24 11:45:40
Nessuna nostalgia per Alemanno, per la sua (e altre) destre, comunque la trasmissione, TUTTA LA TRASMISSIONE non solo il film,condotta dalla Sciarelli è stata un insulto al mestiere di giornalista.
2017-09-24 10:11:45
Basta ad un certo punto bisogna avere la decenza di lasciare. Si goda i risparmi del suo lavoro che io devo lavorare 43 anni per avere 1100 euro di pensione . E non credo che la classe politica che abbiamo avuto finora non abbia responsabilità su questo disastro....
2017-09-24 09:37:33
Qui s'excuse s'accuse........
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