Nuovo rinvio per Tor di Valle, il ponte per lo stadio pagato dallo Stato

L'area di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere lo stadio
di Lorenzo De Cicco
I dubbi attorno al progetto Tor di Valle sono ancora tanti e i tecnici chiamati a valutare questa controversa operazione calcistico-immobiliare prendono tempo. La conferenza dei servizi sul nuovo stadio della Roma si è riunita stamattina, ma dopo una seduta-fiume i vari enti hanno deciso di aggiornarsi alla prossima settimana, probabilmente martedì, quando dovrebbe essere formalizzata la decisione finale sul progetto.  Vanno però vagliate le tante prescrizioni contenute nei pareri spediti nelle ultime ore da Campidoglio, Regione Lazio, Città metropolitana e ministeri vari. I temi che hanno maggiormente impegnato i lavori fin dalla mattina sono due: la viabilità e il piano trasporti, a partire dal costo per potenziare la malandata Roma-Lido, la peggiore ferrovia d'Italia, che secondo il Comune dovrebbe portare metà dei tifosi all'impianto sportivo. Altro argomento affrontato in conferenza è stato il rischio inondazione dell'area dove dovrebbe essere costruito lo stadio e il gigantesco «Ecomostro» di negozi, uffici privati e alberghi.

Sul versante viabilità, il principale nodo da sciogliere è quello dei nuovi ponti da costruire per evitare che la circolazione in questo quadrante di Roma vada in tilt. Dopo il taglio parziale alle cubature-record del "Business park", deciso a febbraio, è rimasto senza coperture economiche il Ponte di Traiano, che nella prima versione del progetto era interamente a carico dei privati. Ora a pagarlo, a sorpresa, dovrebbe essere lo Stato. Anche se, come disse questa estate l'assessore all'Urbanistica del Campidoglio, Luca Montuori, si tratta di un'opera utile soltanto ai privati: «Servirebbe solo per lo stadio e per portare in auto al business park chi atterra a Fiumicino», ha dichiarato Montuori ad agosto. L'impegno dello Stato sarebbe stato assicurato dal ministro dello Sport, Luca Lotti, il quale avrebbe sentito via telefono il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, arrivando alla conclusione che il collegamento sarà realizzato con l'intervento dei due ministeri e quindi di fondi pubblici.
Venerdì 24 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 25-11-2017 11:11

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5 di 6 commenti presenti
2017-11-25 09:20:48
perché il ponte non lo pagano le società e non i soldi delle tasse di tutti i cittadini?
2017-11-24 20:25:55
Egregio De Cicco perché non ha riportato, come tutte le altre fonti che le quattro figure interessate hanno dato parere favorevole con prescrizioni? Forse perché il suo giornale appartiene ad un costruttore che non è coinvolto nel progetto? Se lei è contrario allo stadio della Roma lo dica chiaramente. Lei continua a chiamare "ecomostro" un progetto che prevede edifici alti 7 piani. Ma ha mai visto gli skyline di altre città? Ha visto Corviale o il Laurentino con i suoi ponti ora abbattuti? Forse quelli sono ecomostri. A Roma ci sono edifici alti anche 11 piani e molto vicini al centro. O lei è contrario per la speculazione commerciale connessa allo stadio? Ma allora cosa centra "eco" cioè l'ambiente? E ora ritira fuori ancora il pericolo inondazioni. Ma quando c'era l'ippodromo si è mai curato di tale problema? E le precisazioni dell'Autorità di Bacino del fiume Tevere non le sono sufficienti? Parli chiaro. le problematiche sono tante ma con buona volontà si possono affrontare ma senza disfattismo.
2017-11-25 06:36:26
Enrico sei grande. A me personalmente andrebbe bene anche il vecchio , amato Olimpico pero' a parte le eventuali speculazioni edilizie che ci sono a Roma ed in tutte le alter parti d'Italia e nel Mondo, perche' si e' permesso di costruire l'Ippodromo senza pensare all'accesso stradale, alla ferrovia, all'esondazione del Tevere, alla sporcizia che c'e' adesso intorno all'Ippodromo??!! Perche' tutte queste cose solo adesso e contro il Desiderio della Roma e degli sportivi in generale di avere uno Stadio di proprieta' e nello stesso tempo bonificare un'area che e' in rovina da decenni?
2017-11-24 19:29:48
Il grande affare lo farà Pallotta, visto che poi la proprietà dello stadio sarà sua, non della asrometta. Non capisco perchè lo Stato deve finanziare opera i cui benefici per lui (e dunque per la collettività) sono pari a zero.
2017-11-24 21:14:57
Pensa a quanto ci è costato Expo e ragiona: finalmente qualcosa si finanzia anche a Roma !
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