Roma, piaga abusivi/L’operazione pulizia non più rinviabile

di Massimo Martinelli
Il primo mazzo di chiavi è stato restituito spontaneamente, o quasi. Non sono stati necessari ufficiali giudiziari.  E neppure sono dovuti intervenire agenti in tenuta antisommossa né fabbri con le tronchesi per forzare lucchetti piazzati illegittimamente al portone di un immobile del Comune. Semplicemente, una signora benestante che viveva (quasi) a scrocco nel centro storico di Roma, a due passi da via dei Coronari, è stata messa davanti ad alcune evidenze. Ne ha preso atto e ne ha tratto le conseguenze del...
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Giovedì 23 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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1 di 1 commenti presenti
2017-11-23 13:15:49
Mi domando come faccia un benestante, che in un alloggio ameno potrebbe condurre un'esistenza migliore, a continuare a vivere mestamente in alloggi popolari del centro di Roma, vetusti, oscuri, privi di impiantistica moderna e di spazi di pertinenza. Non può essere solo il vantaggio economico o il gusto di fregare il prossimo; c'è anche un malinteso senso di prestigio. Penso a quelle case che sono sulle pendici di Colle Oppio, buie, coi soffitti alti, senza ascensore, con vista Colosseo. Per vedere il Colosseo, vale la pena di vivere in una spelonca?
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