Roma, Meloni sfida il M5S: «Non rendo conto a loro, ma è vero: sono un po' stanco»

di Simone Canettieri
«Ora pensiamo all'Epifania, che tutte le feste si porta via...».
Si porterà via anche lei, assessore Meloni?
«Ma no, perché? Siamo all'1% di cose da fare, ancora».

Andrea Coia, per lei «Coicine» in quanto vicino ai Tredicine, dice che lei è un tecnico e che può essere sostituito.
«E' verissimo. Peccato che io non risponda a Coia, bensì alla sindaca Raggi: è lei la boss».

I consiglieri M5S non la vogliono più, lo sa?
«Io non sono un grillino e non rispondo al M5S».

È vero che lascia dopo la Befana?
«Non confermo e non smentisco. Anzi, no: rimango».

Prima della giunta, la sindaca l'ha strigliata. Ultimatum?
«Ci siamo parlati, è vero. Poi siamo andati in giunta e abbiamo approvato due delibere importanti. Qui si lavora!».

Lei ha detto a questo giornale che teme un'intesa tra il M5S e i Tredicine e in più si è inventato il neologismo Coicine. Frasi gravi. Ridirebbe tutto?
«Confermo quelle frasi, poi certo, sono state un po' ingigantite. Con Coia di tanto in tanto litighiamo. Ma nessuno pensa che io pensi quelle cose».

Cosa vuol dire?
«Concentriamoci sulla Befana».

La festa salterà?
«Speriamo di no».

Lei nel week-end torna a Milano. È poco presente.
«Sono un po' stanco, il fine settimana lo passo in famiglia. Ma non vuol dire niente, questo».

In tanti, dicono che sia un motivo in più per lasciare.
«Io vado avanti, poi le decisioni che prenderà la sindaca per me andranno bene».

Lei è un fornitore della Casaleggio associati. Ha chiamato Davide per sfogarsi?
«No, questo è solo gossip».

Meloni è al Macro, ha appena presentato un libro. Ride a ogni risposta. Sguardo sornione, come sempre. Chissà cosa pensa sul serio.
Martedì 5 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 06-12-2017 00:54

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