M5S, sei in corsa per la candidatura a sindaco

di Stefania Piras
Ci sono tre su quattro consiglieri uscenti nella lista dei candidati sindaci del M5S: Marcello De Vito, Virginia Raggi ed Enrico Stefano. Non c’è Daniele Frongia perché non ha dato disponibilità a correre come candidato sindaco. Dalle 10 del mattino fino alle sette di sera, il blog di Beppe Grillo ha tenuto aperte le votazioni per le primarie online. I 48 nominativi scelti saranno in corsa per il Campidoglio con il simbolo del M5S. Ma i nomi su cui sono puntati i fari sono i dieci più votati tra i 48 scelti con questa prima consultazione online. Solo sei di loro però hanno dato la disponibilità a correre come candidati sindaci. Perciò andranno al secondo turno di votazione online che sarà sicuramente tra il 23 e il 24 febbraio: Annalisa Bernabei, Marcello De Vito, Paolo Ferrara, Virginia Raggi, Enrico Stefano e Teresa Zotta.

Anche stavolta la partecipazione non è stata entusiasmante, sebbene un filo sopra l’ultima che riguardava il programma elettorale. Hanno votato 3.272 iscritti certificati del MoVimento 5 Stelle residenti a Roma, su 9500, che hanno espresso 14.636 preferenze. I nomi degli aspiranti candidati sindaco sono pubblicati in ordine alfabetico e senza riferimento alle preferenze per non contaminare la seconda votazione, si legge nel blog. Ed ecco invece i 39 candidati consiglieri «che tuttavia potrà subire delle variazioni in ottemperanza agli obblighi di legge e ai regolamenti che saranno in vigore al momento dell'apertura dei comizi elettorali (esempio: quote previste per la rappresentanza di genere)» Per loro si è scelto di pubblicare anche il numero di preferenze ottenute: Sturni Angelo, 177 Cialoni Donatella, 175 Calabrese Pietro, 167 Guerrini Gemma, 160 Mej Ivo, 136 Donati Simona, 127 Penna Carola, 125 Canino Mario, 124 Accoto Piero, 122 Guadagno Eleonora, 120 Martens Marco, 117 Paciocco Cristiana, 117 Di Palma Roberto, 113 Diaco Daniele, 111 Grancio Cristina, 110 Tranchina Fabio, 108 Allegretti Roberto, 106 Coia Andrea, 105 Allegrini Pierfrancesco, 104 Silvestri Francesco, 102 Vivarelli Valentina, 99 Catini Maria agnese, 96 Proietti Tozzi Rolando, 95 Ficcardi Simona, 89 Iorio Donatella, 89 Azzara Tiziano, 89 Terranova Marco, 87 Fumagalli Anna, 87 Montella Monica, 86 Pirrone Alessandro, 85 Di Maulo Eleonora, 85 Spampinato Costanza, 84 Giannini Rolanda, 84 Chiovelli Paola, 83 Mariani Alisia, 83 Chiossi Carlo Maria, 82 Ardu Francesco, 79 Angelucci Nello, 77 Calvaruso Carlo, 77.

Un metro di misura che è imparziale ma che registra la curiosità e l’appeal dei pretendenti alla poltrona in Campidoglio può essere il numero di visualizzazioni raccolte su youtube che non rispecchia quello sul blog, è bene precisarlo. La candidatura più guardata è stata Virginia Raggi che ha totalizzato 3424 visualizzazioni. Marcello De Vito ne ha racimolate 500 in meno. Gli altri consiglieri uscenti si attestano sulle mille visualizzazioni. Il giornalista di La7 Ivo Mej ha macinato 1859 visualizzazioni e si ritrova tra i candidati all'Assemblea Capitolina, non fra i primi 10. Il campione su youtube è stato il garibaldino dalla gestualità ipnotica: Carlo Cariglione con 4500 visualizzazioni. Peccato che si sia sfilato dalla corsa con un comunicato frettoloso sulla sua bacheca facebook in cui dichiara  di mollare la corsa elettorale in accordo con il direttorio per «incompatibilità sopraggiunta con la dirigenza». Antonio Caracciolo invece è stato sospeso dalla corsa per volontà dei vertici dopo la bufera sulla sua contrarietà a istituire una legge contro il negazionismo dell’Olocausto. Caracciolo, in polemica, sulla sua pagina Fb ha scritto : «A quanti mi chiedono delucidazioni su fatti personali che mi riguardano e che sono su tutti i media posso sinteticamente dire: il Movimento Cinque Stelle è una cosa che riguarda nove milioni di cittadini (ed è di questi che io mi interesso); altra cosa è il gruppetto di individui anonimi che gestiscono decisioni inesplicabili». Il ricercatore ha rimanda poi ad un altro post in cui parla di un «danno di immagine a me procurato in conseguenza di una cancellazione dalla lista subito dopo esservi stato pubblicamente inserito». E riguardo alle accuse ha ricordato «la delibera di proscioglimento con formula piena, per insussistenza del fatto e del diritto». Curiosità non da poco: per la prima volta un attivista parla di un danno d’immagine subito, proprio quello che il nuovo codice di comportamento grillino agita davanti ai propri eletti, con tanto di penale, se dovessero cambiare casacca una volta entrati nelle istituzioni grazie al M5S.  

 
Giovedì 18 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2016 09:17

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