Giochi2024: bagarre in Consiglio dopo il no. Raggi perde pezzi: l'aiuto di Casaleggio

di Mauro Evangelisti e Fabio Rossi

Panem et circenses. Manca l'assessore al bilancio, quello alle partecipate arriverà da Treviso solo grazie all'intervento della Casaleggio, il Ragioniere generale chiede il trasferimento e in una relazione spiega alla Raggi che il Comune di Roma è paralizzato, senza indicazioni e personale sufficiente e con default dietro l'angolo. Intanto, la sindaca Virginia Raggi offre alla base ortodossa (e a Beppe Grillo) il no alla candidatura Olimpica 2024. E alla claque che viene in aula Giulio Cesare ad applaudire e fare cori, regala anche lo sgarbo a Diana Bianchedi, coordinatrice del comitato promotore, a cui non viene consentito di illustrare il dossier, ed è costretta ad abbandonare l'Aula. Il dibattito sulle Olimpiadi finisce con il no scontato scritto nella mozione dei 5 Stelle, approvata dalla maggioranza e da Stefano Fassina (ma il suo partito, Sinistra Italiana, in consiglio regionale ha votato il giorno prima l'esatto contrario).

I SOLDI
I 5 Stelle hanno anche fatto approvare una mozione azzardata: diciamo no alle Olimpiadi, ma il governo ci dia 4 miliardi lo stesso. Il premier Matteo Renzi ha spiegato che non funziona così: «Qualcuno dice che i soldi delle Olimpiadi li destineranno alle periferie. Mi auguro che ci sia qualcuno che li aiuti e li riporti alla ragionevolezza perché i soldi delle Olimpiadi, per definizione, vanno dove si fanno le Olimpiadi. Non è difficile. Non a caso i sindaci di Los Angeles e Parigi, che sono miei amici, stanno brindando da una settimana. Questa è una figuraccia mondiale».

Non sono mancati i momenti di tensione, mentre i banchi della giunta sono rimasti quasi sempre vuoti e la sindaca durante il dibattito si è vista assai di rado perché impegnata anche nelle audizioni per trovare un nuovo assessore al Bilancio. Per ora ha individuato quello alle partecipate, che probabilmente sarà ufficializzato oggi: Massimo Colomban, imprenditore trevigiano, fondatore di Permasteelisa, colosso mondiale delle architetture monumentali, finanziatore di startup e leader di Confapri (industriali vicini a Grillo), amico di Gianroberto Casaleggio che portò a Treviso.

Di Colomban a sorpresa ha tessuto le lodi anche Matteo Renzi, ma non è detto che nella mentalità M5S tutto questo faccia curriculum. Ancora più confusa la storia dell'assessore al Bilancio: mentre nell'Aula Giulio Cesare c'era lo scontro, anche teso, con la minoranza (per protesta Fratelli d'Italia ha donato delle carote ai 5 Stelle), la Raggi e alcuni assessori hanno incontrato, con il collaudato format delle audizioni stile XFactor, alle 15 un possibile delegato alla sicurezza, più tardi due candidati all'assessorato al Bilancio, entrambi giudici della Corte dei conti.

I CANDIDATI
Inizialmente veniva dato come certo Tommaso Viciglione, presidente della sezione della Corte dei conti del Molise, che però ha commentato: «Trasecolo di fronte a questa notizia, non so come possa essere nata, non se ne parla proprio». L'attenzione allora si è concentrata su altri due nomi: uno è il romano Giovanni Coppola, 60 anni, presidente della sezione regionale di controllo della Campania, l'altro è Tommaso Cottone, giudice della Corte in pensione, che però ha spiegato di essere stato avvicinato qualche tempo fa, ma di avere subito rifiutato. Possibile dunque che oggi la Raggi si limiti a riempire una casella, quella dell'assessore alle partecipate. Tra l'altro, se sarà scelto un giudice della Corte dei conti in carica, serviranno diversi giorni per ottenere l'autorizzazione al distacco. Tempo non ce n'è: nel giro di tre mesi vanno approvati la manovra di assestamento e, soprattutto, il bilancio di previsione 2017.
Venerdì 30 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 07:54
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