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Roma

Fiorito, l'incubo dei vertici
Gasparri: così brucia tutto |


dal nostro inviato
Carlo Fusi
FRASCATI - Chi lo sussurra e chi lo proclama. L’incubo nel Pdl è uno: che lo scandalo laziale con lo scontro a coli di dossier tra il l’ex capogruppo regionale Fiorito e il suo successore Battistoni si gonfi e sfugga di mano. Così succede che la Summer school di Frascati, ideata per lanciare «Il manifesto per il bene comune della Nazione» diventa un catino di preoccupazione. La prima linea Maginot è quella della derubricazione: «E’ un fatto esclusivamente laziale. Penoso, ma laziale».
Che dunque non intacca il Pdl a livello nazionale. Una vicenda che, nell’analisi a mezza bocca di un alto dirigente parlamentare del partito berlusconiano, «sembra rientrare nella categoria dell’appropriazione indebita. Conseguenze? Getterà un’altra bella palata di fango (ma la parola usata è assai più vivace, n.d.r.) su di noi e sulla politica. E poi tutto finisce lì». Mica tanto. Infatti al pari dell’omonima francese dell’ultimo conflitto mondiale, la trincea regge lo spazio di un sospiro, travolta dalla malmostosità degli altri esponenti pidiellini. «Una faida, ecco cos’è», taglia corto Osvaldo Napoli, vicecapogruppo alla Camera. Altri soffiano veleni fatti di cambi di alleanze interne frutto di giravolte strumentali e interessate. Insomma una bolgia. Maurizio Gasparri prova a mettere argine usando ragionamenti squisitamente politici: «Sono sicuro che il Pdl interverrà in maniera adeguata. La magistratura farà le indagini che deve ma la nostra risposta deve essere chiara e immediata. La sospensione di Fiorito? Certo. Anzi mi auguro che lui stesso faccia un passo indietro». Già, altro che robetta locale. Se non altro perché il Lazio non è una regione marginale nella geografia di potere del Pdl. Gasparri non lo nega. «Non credo che la Polverini rischi perché ha governato bene. Però è evidente che bisogna intervenire subito proprio per evitare che l’incendio dilaghi».
Forse è già dilagato. Basta sentire Francesco Aracri, deputato ed ex consigliere: «Con gente come questa io non c’entro nulla, né per colpa loro devo essere fermato per strada da nostri elettori. Fiorito? Va sospeso e con lui tutti quelli che sono coinvolti. Serve un nuovo capogruppo. Battistoni? Sarebbe lui il nuovo? Ma andiamo, andate a vedere cosa succede a Viterbo... Bisogna cambiare alla svelta, io vado a testa alta, vengo dalla scuola di Sbardella. E l’ho sempre pensato: camerata, camerata, fregatura assicurata».
Beatrice Lorenzin, anche lei deputato, ex coordinatrice regionale per il Lazio di Forza Italia, già consigliere comunale, è una che conosce le cose. «La ricaduta politica e di immagine per il Pdl - dice - è disastrosa. Frutto di una vicenda scellerata per come si è prodotta. Non discuto del merito, bisogna aspettare le indagini. Ma il metodo usato nella gestione dei fondi è inaccettabile». Ok, ma il Pdl? «Così veniamo tutti coinvolti, non ci dormo la notte».
 Venerdì 14 Settembre 2012 - 09:17 Ultimo aggiornamento: -
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