Roma, l'assessore Meloni: «Per la festa della Befana temo intese M5S-Tredicine»

di Camilla Mozzetti
Rivalità e gelosie tra le stanze di palazzo Senatorio? L'assessore al Commercio, Adriano Meloni, non lo esclude ma più che all'interno della giunta, casomai bisogna guardare alla maggioranza cinquestelle. Il suo rivale numero uno è Andrea Coia, presidente della commissione Commercio, con cui va avanti da tempo un aspro confronto in materia di ambulanti e che Meloni chiama «Coidicine». Coia più Tredicine, la nota lobby del commercio ambulante, che ha ripreso in mano le redini della festa di piazza Navona, favorita dalle nuove regole fatte dal Campidoglio e votate in Assemblea Capitolina nella delibera 30 relativa al nuovo regolamento del commercio su area pubblica e messa a punto proprio dal consigliere Coia, primo firmatario.

Adesso, rispondendo via Whatsapp ad alcune domande, l'assessore sembra non poterne davvero più. «Uno come me non lo hanno mai visto in Campidoglio. Sono sempre franco e trasparente. Evidentemente ci sono gelosie e persone a cui la mia franchezza da fastidio». E le ultime discussioni, con alcuni consiglieri hanno riguardato proprio la festa della Befana, l'esito della graduatoria con i Tredicine e parenti prossimi pronti ad allestire la metà dei posteggi commerciali l'impasse sul piano di sicurezza (ancora da approvare) e il capitolo dei costi che gli operatori vorrebbero dividersi con il Comune mentre il bando specifica chiaramente come le spese siano a carico degli ambulanti. Insomma una somma di fattori che infastidisce non poco l'assessore Meloni. Lo spiega lui stesso in diretta da Ponte vecchio dove ieri ha firmato un protocollo con Firenze, Milano, Venezia e Napoli per il turismo sostenibile.

Assessore Meloni ci sono consiglieri a lei ostili?
«Ho avuto delle belle discussioni con due consiglieri, Andrea Coia e Sara Seccia»

E riguardo a cosa?
«In merito alla festa della Bruja (la Befana in spagnolo ndr)».

A fronte della graduatoria e dei nomi dei vincitori, crede che il consigliere Coia si sia accordato con i Tredicine?
«Visto l'esito del provvedimento è lecito pensarlo».

La situazione in questi giorni si è resa complicata. Non è stato ancora approvato il piano sicurezza, non c'è chiarezza su chi dovrà coprire le spese...
«Ne sono intimamente al corrente».

Pensa che ci sarà una proroga sull'inizio della rassegna? Da sabato all'8 dicembre?
«Può darsi».

Coia, o Coidicine come lo chiama lei, sta portando avanti le trattative con gli ambulanti per il piano sicurezza, ma lei non interviene?
«È un mulo»

In che senso?
«Quante commissioni inutili ha fatto sulla Festa della Befana?»

Più o meno 6 ufficiali.
«Almeno 8».

Lo sa chi era sempre presente?
«Chi era sempre presente? Mario Tredicine?».

Eppure continua ad occuparsi di argomenti del suo assessorato. L'ultima convocazione agli ambulanti per oggi pomeriggio è partita dalla segreteria di Coia, perché?
«Ha anche avuto il coraggio di proporre che il Comune paghi gli oneri di sicurezza per loro (gli ambulanti ndr), nel bando è chiaro che sono a carico degli operatori».

Infatti, qualcuno potrebbe sporgere denuncia alla Corte dei conti per danno erariale.
«Appunto».

Tuttavia, Coia continua ad occuparsi di materie del suo assessorato...
«Ha fatto la famigerata delibera 30/2017 con il mio assenso (cosa di cui mi pento ora). Da quella notte magica di mezza estate (la delibera fu approvata il primo giugno scorso ndr) non ha più toccato niente di rilievo».

Ad ogni modo, pare che la sindaca, Virginia Raggi, abbia molta stima di Coia.
«Forse Coidicine è quello che ha fatto più danni alla giunta Raggi che qualsiasi altro consigliere. A Roma ci sono 500 mila imprese, 130 mila del commercio, 12 mila su area pubblica. Dove dovrebbe essere il focus?».

Alle parole dell'assessore Meloni non sono mancate reazioni politiche. «Parole pesanti quelle di Adriano Meloni nell'intervista pubblicata oggi dal Messaggero. Dopo giorni in cui - più per dovere che per convinzione - ha provato a difendere il bando su Piazza Navona», interviene la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi che aggiunge Ora ci aspettiamo che l'Assessore, con la stessa onestà intellettuale, si muova per annullare il bando, unica possibilità per rimediare a questo scempio. Il Primo Municipio e il Commissario Tronca, quando si è reso necessario, lo hanno fatto. O altrimenti ne tragga le conseguenze». «A questo punto blocchi l'iniziativa e annulli
il bando, altrimenti non gli resta che l'alternativa delle dimissioni - tuonano  la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase e il consigliere dem Orlando Corsetti - Le carenze e il rischio di un bando pubblico che
invece di riqualificare la presenza natalizia degli operatori su piazza Navona lo sviliva a semplice vendita merceologica, compromettendo la qualità dell'evento sono state da noi più volte evidenziate da noi anche nella commissione presieduta dal consigliere Coia». Sulla vicenda dice la sua anche Luciano Nobili, esponsabile Aree Metropolitane del Pd: «La Giunta M5S regala la festa della Befana e il controllo di Piazza Navona alla famiglia Tredicine per il prossimo decennio.Il Partito Democratico l'aveva liberata, Virginia Raggi gliela restituisce. Lo ripetiamo da giorni, oggi lo ufficializza il suo assessore al commercio Adriano Meloni. Una barzelletta che fa male, l'ennesima ferita alla città, una vergogna assoluta». E il consigliere comunale di Roma del Pd, Marco Palumbo scrive in un tweet: «Apprendiamo oggi dall'assessore Adriano Meloni che 'Coiacinè è il nuovo delegato della giunta Raggi per la Festa della Befana». Gli fa eco la consigliera capitolina del Partito Democratico Valeria Baglio. «Dopo le rivelazioni tardive dell'assessore Meloni mi chiedo chi butterà giù dalla torre ora la Sindaca Raggi, l'assessore Meloni che si toglie i sassolini dalle scarpe o il consigliere "Coiacine"? O continuerà a tenerli tutti e due, come lascia presagire il silenzio di queste ore del Campidoglio». «Siamo di fronte a fatti di una gravità inaudita - denuncia la consigliera del gruppo pd capitolino Giulia Tempesta - un bando del Comune, che notoriamente viene predisposto e redatto dagli uffici dell'assessorato, il cui esito viene messo in dubbio proprio dall'assessore della Giunta Raggi e per di più lo racconta ai giornali. Mi chiedo se hanno ancora il coraggio di parlare di onestà e merito o se, come al solito, risolveranno la questione dando il benservito all'assessore». 
 
Venerdì 1 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2017 07:58

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