Rieti, Galetto e De Orleans
protagonisti nelle prime
giornate della Cim

Piloti si preparano al decollo dal Ciuffelli
di Giacomo Cavoli

RIETI - E' caldo, troppo persino per i volovelisti impegnati al Ciuffelli. Al terzo giorno di gara della Coppa Internazionale del Mediterraneo, pochi minuti prima del decollo, sulla linea di volo degli alianti schierati lungo la pista del Ciuffelli non si presenta nessuno. O meglio, si affrettano soltanto i pochi piloti dei primi alianti a partire: tutti gli altri arrivano all'ultimo istante, quando è quasi già ora di attaccare il cavo all'aereo di traino, mentre nel frattempo c'è ancora da togliere la coperta dalla cappotta dell'aliante, infilare il paracadute e sistemarsi alla cloche.
 

Insomma, a via Rosatelli, allo scoccare dell'ora dei decolli è un fuggi-fuggi al contrario, sperando di evitare il più possibile il caldo così feroce da dilatare anche i ganci per la chiusura delle cappotte degli alianti: a dimenticare la coperta protettiva, si rischia di non riuscire ad entrare nell'aliante a pochi minuti dal decollo, come accaduto a chi, in soli tre giorni di gara, ne ha già fatto le spese. E non andrà meglio almeno fino al termine della Coppa Internazionale (si chiude il 12 agosto): fino a quel momento, c'è la promessa del passaggio dell'anticiclone africano. La prospettiva di un cielo blu intenso, spazzato dal vento del post-frontale che segue un acquazzone estivo, è un autentico miraggio, nel deserto del Ciuffelli.
 

I RISULTATI

Dal punto di vista sportivo, il passaggio dell'anticiclone africano è però la migliore garanzia dei volovelisti di poter vivere la tanta decantata bellezza del cielo reatino: unica pecca, un caldo così secco da trasformare il blu del cielo in un lattiginoso celeste ai limiti del bianco, cancellando nelle ultime due giornate di gara le formazioni dei cumuli e rendendo molto più difficile l'individuazione delle termiche. Il copione, però, è rispettato in pieno: velocità orarie ai limiti minimi di una Formula Uno, come i 167 chilometri orari raggiunti dallo spagnolo Alvaro De Orleans nella prima giornata di martedì scorso. E le convergenze, anche se invisibili, avvolgono costantemente la dorsale appenninica dell'Italia centrale: non mancano neanche gli incendi a stravolgere le strategie di volo, come quello scoppiato due giorni fa nell'aquilano e del quale si è dovuto tener conto a gara già iniziata.
 

Tre le classi di gara della Cim (18 Metri, Libera e Mista), dopo il forzato annullamento della validità del Campionato Italiano della 15 Metri, con soli due italiani - sui sei richiesti - al via. Tanta Italia in gara - ferma in buone posizioni - diversi austriaci, poca Spagna, Germania e Gran Bretagna e il ritorno dell'irriducibile neo-zelandese Dane Dickinson: seppur ristretto, nel quadretto di famiglia, al Ciuffelli, ci si conosce tutti da un bel pezzo. Ma, fra guasti agli alianti motorizzati, strumenti di bordo non funzionanti e qualche lieve problema di salute, è diminuito il numero dei piloti al via, con 38 volovelisti rimasti in gara sui 41 originari e 30 alianti in linea di volo. Una Cim con molti meno iscritti, quest'anno, causa anche la coincidenza con i campionati europei in corso a Moravská Třebová, in Repubblica Ceca e diversi, prossimi appuntamenti sparsi in giro per l'Europa, in grado di rosicchiare la quota di volovelisti che la Cim è solitamente in grado di riservare per sé.
 

Per il momento, nella 18 Metri resta da solo a difendere il podio il campione del mondo Giorgio Galetto: i due britannici Leigh Wells e Jon Gatfield si daranno persino qualche dritta di volo, pur di costruire un podio quasi tutto inglese. Nella Libera il principe di Spagna De Orleans resta attaccato al detentore del nuovo record di velocità oraria sul triangolo FAI di 300 km, Alberto Sironi (un primato, burocraticamente, ancora da omologare): dietro di loro, c'è Peter Hartmann, che forse ripensa all'oro mancato agli Europei di Rieti 2015. Nella Mista, Vittorio Pinni e Paola Lanzieri, in biposto Duo Discus, dopo l'ottimo primo posto della terza giornata sono comunque costretti a cedere il passo all'austriaco Herbert Pirker - stavolta in gara senza il figlio Martin, ma accompagnato dal connazionale Wolff - mentre dietro di loro restano salde altre due delle cinque coppie tricolori della classe Mista, Andrea Ferrero insieme ad Ezio Sarti e Roberto Istel con Paola Roilo.
 

CAMBIA IL CIELO DI RIETI

Uno scenario già anticipato, quello della sempre maggiore persistenza dell'anticiclone africano sul suolo italiano, già subito dopo il termine dei Campionati Europei del 2015, nelle analisi del responsabile meteo della Coppa del Mediterraneo della scorsa estate e di quest'anno, Ezio Sarti. Allievo di Plinio Rovesti, per Sarti, impegnato anche nell'analisi meteo di Casa Italia agli Europei 2015, la meteorologia reatina degli ultimi anni comincia a mostrare vistosi cambiamenti: «Qualcosa è cambiato, nel clima italiano - analizza Sarti - Negli anni precedenti, il post frontale si aveva con l'anticiclone delle Azzorre, che garantisce cieli azzurri, limpidi e con grande visibilità. Oggi, invece, dopo il passaggio dei fronti temporaleschi è sempre più presente l'anticiclone africano, aria calda e foschie che mal si conciliano con i livelli meteorologici del volo a vela di Rieti cui tutti sono abituati».

 

Venerdì 4 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:13

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