Rieti, al Ciuffelli bella sfida tra
gli otto piloti della Promozione

I piloti del campionato Promozione
di Giacomo Cavoli

RIETI - Loro fanno parte della settantina di piloti che, in questa settimana, decollano dalla linea di volo degli alianti schierati per la Coppa Città di Rieti - come fosse una Coppa del Mediterraneo di qualche anno fa, visti i numeri da capogiro nelle partecipazioni all'ultima gara dell'estate volovelistica reatina - ma, ironia della sorte, non hanno ancora la possibilità di poter prendere parte ad alcuna competizione organizzata sul suolo italiano. E' il limbo dove si trovano a vivere gli otto protagonisti della Promozione "Orsi-Muzi", la competizione fatta sbarcare quest'anno al Ciuffelli dall'Aero Club Centrale e intitolata ai due soci fondatori del sodalizio reatino specializzato negli stage volovelistici propedeutici ai voli di performance.
 

Una gara, la Promozione, esclusivamente riservata ai volovelisti italiani: per il primo classificato, la possibilità di accedere alle gare nazionali, mentre per tutti gli altri la speranza di poter iniziare a gareggiare in Italia dipende dal raggiungimento dell'ottanta per cento del punteggio del primo classificato. Un esempio per capire: senza vittoria nella Promozione, addio sogni di partecipazione alla Coppa Internazionale del Mediterraneo e alla Coppa Città di Rieti, giusto per citare le due gare di casa.
 

Tutti ricordano la loro Promozione, l'esame di maturità del volo a vela: tutti fra i più grandi del volovelismo italiano e anche chi, invece, ogni anno resta costantemente fermo nelle retrovie delle classifiche delle competizioni tricolori. Sì, anche gli ultimi piazzati di ogni gara italiana - molto spesso volovelisti tristemente abbonati alle posizioni da bassifondi ovunque vadano - non hanno dimenticato la loro gara di Promozione. Chi rischia di ricordarsela in negativo sono invece, di solito, coloro che non la superano.
 

DUE BRIEFING PER I PILOTI DI PROMOZIONE

Il mondo è bello perché vario: il volo a vela è, invece, direttamente un coacervo di mondi diversi. Nella Promozione tutto è ancora più accentuato, a tratti quasi un copione scritto per cambiare direzione ad ogni nuova storia. All'appuntamento reatino, quest'anno, si sono presentati in otto: Giampiero Poggi (Aero Club Rieti), Giuliano Varroni, Gaetano Benincasa, Marino Iannelli e Antonio Di Stasi (tutti Aero Club Centrale), Roberto Nivini (Acao di Varese), Patrizia Roilo (Aero Club Pavullo) e Maria Antonietta D'Angela (Parmasoaring).
 

Per loro, ogni mattina, prima di andare in volo, lo stesso briefing meteo riservato ai volovelisti della Coppa: poi però, subito dopo, un secondo briefing curato da Alessandro Bruttini, responsabile degli stage di alta performance all'Aero Club Centrale. Tra gli aspiranti vincitori della Promozione non mancano gli abbonati agli stage del Centrale: così il briefing di Bruttini rispolvera nozioni fondamentali per il volovelista che approccia la gara, ma senza elargire trucchetti o suggerimenti. Unico imperativo da rispettare, la sicurezza in volo: chi non riconosce più le condizioni adatte per volare, torni subito a terra. A costruire i percorsi di gara dedicati alla Promozione è il direttore della Coppa Città di Rieti, Aldo Cernezzi, in collaborazione con Bruttini: superiori ai 200 chilometri di lunghezza, ma senza far mai allontanare troppo gli otto della Promozione dal binomio geografico Abruzzo-Umbria.
 

I PROTAGONISTI

Chi vince, dopo il terzo giorno di gara, è il cinquantenne romano Giuliano Varroni, una passione per «deltaplano, parapendio e alla fine sono passato all'aliante. A Rieti sono arrivato cinque, sei anni fa, ho fatto diversi stage al Centrale, poi ho scelto di partecipare alla Promozione. D'altronde erano anni che la Promozione non si svolgeva più a Rieti».
 

Per Gaetano Benincasa, attualmente pilota di linea e con due vite precedenti da farmacista e aero-taxi, «i percorsi di volo sono appropriati e di difficoltà crescente». Volto noto della Promozione è invece Patrizia Roilo, curatrice del sito web del Centro di Documentazione Volovelistica, scesa dal biposto in coppia con Roberto Istel, insieme al quale vola a Rieti, sia alla Cim che alla Coppa Città di Rieti dallo scorso anno: per lei, il brevetto di volo conseguito nel 2004 e un primo tentativo di Promozione nel 2005 non andato a buon fine.
 

«La Promozione è il proseguimento dello stage fatto a giugno al Centrale - il commento di Maria Antonietta D'angela, ultima in classifica ma spirito di crescita - Partecipo per costringermi a fare bene: imparare a volare con le proprie capacità e senza seguire o vedere nessun altro volovelista durante la gara. La competizione serve per migliorare».
 

Rieti è invece il primo avamposto volovelistico disponibile per Marino Iannelli, risalendo dalla sua San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento.
 

Il consigliere e istruttore dell'Aero Club Centrale, Antonio Di Stasi, invece, è alla sua terza Promozione: dieci anni di brevetto, ma «la prima volta non volevo fare la Promozione, mi trascinarono a forza; la seconda ho rotto il carrello e addio gara. La Promozione non è un volo da diporto, per le gare è necessaria una forma mentis dedicata».  
 

GARA DI PROMOZIONE, TERNO AL LOTTO

In sole tre giornate di volto, gli alti e bassi di una gara di Promozione sono molto più vistosi che nella classifica di un'importante gara internazionale. Le variabili ci sono tutte, amplificate a dismisura: conseguito il brevetto di volo, il coraggio di staccare il traino ombelicale dalla zona di volo comfort, dove qualunque errore verrebbe attutito dalla possibilità di un facile atterraggio nella stessa zona di decollo o poco fuori. L'obbligo, perciò, di seguire il percorso prestabilito dalla direzione gara, considerando la necessità di compierlo per intero e anche abbastanza velocemente, senza indugiare nel volovelismo di paesaggio.

Il tatticismo e la fatica dell'accoppiata volo e competizione, questi sconosciuti: qualcuno, in questi giorni, ha pensato che era troppo stanco per toccare l'ultimo pilone di virata assegnato, preferendo così atterrare prima, pur perdendo qualche punto. Encomiabile il privilegiare la stanchezza sulla performance: ma nei pescecani che da anni si aggirano sul cielo di Rieti, abituati a macinare anche oltre 300 chilometri giornalieri, la stanchezza a neanche 100 chilometri compiuti apparirebbe come un segno di resa. C'è addirittura chi si concede di saltare una o più giornate di volo: in fondo è la Promozione, si potrà rifare in futuro e anche senza gare nazionali pazienza, va bene così, si partecipa per divertirsi.
 

E non ultimi, ovviamente, gli immancabili guasti tecnici agli alianti che, da sempre, colpiscono tutti, professionisti e aspiranti tali.  

 

Gioved├Č 17 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 09:00

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