Rieti, "Progetto Alessandra"
per le donne in cura oncologica

Progetto Alessandra
di Daniela Melone
RIETI - Grandi risate, ma anche qualche lacrima. Regala un misto di emozioni la stanza di pochi metri quadrati, al piano terra della Casa di accoglienza dell'Alcli in via del Terminillo, sede del «Progetto Alessandra». Ogni lunedì le volontarie accolgono amorevolmente donne più o meno giovani alle prese con la malattia oncologica e il delicato momento della caduta dei capelli. Fondatore del progetto è Marco Rosati che ha dato vita al desiderio della moglie, Alessandra Spadoni, per sei anni paziente oncologica, morta a 39 anni il 18 aprile 2016. «Il suo desiderio spiega Rosati - non è altro che un aiuto a tutte le donne che a seguito di malattia oncologica affrontano un momento delicato che può causare disagio nelle relazioni quotidiane con gli altri, ma soprattutto con se stessi. Difendere la propria bellezza e riprendere la propria vita, cosi come desiderava fare Alessandra, vuol dire onorare nel migliore dei modi la memoria di una grande donna, una grande mamma e una grande moglie».
Il progetto ha preso il via due mesi dopo la sua morte grazie al prezioso supporto di Francesca Ulizio, consigliere Alcli. Da allora un centinaio, tra donne e bambine, provenienti da tante parti d'Italia, hanno potuto ottenere la loro parrucca in fibra sintetica con tagli e colori alla moda, della ditta Lanza di Giorgio Calligaris che si è particolarmente legato all'Alcli e ha visitato diverse volte l'associazione. Francesca Ulizio ricorda tutte le pazienti, nel suo cuore una bambina di Rieti di quattro anni, castana, che desiderava tanto la parrucca bionda, come le principesse delle favole. Ora sta bene e ha ripreso una vita normalissima. Le parrucche vengono donate gratuitamente, grazie alla generosità di tanti, altrimenti costerebbe cifre esorbitanti, dai 600 euro in su. Anche alle parrucchiere e alle volontarie vengono proposti percorsi formativi. «Arrivano donne forti e donne che iniziano a piangere fuori dalla porta commenta Ulizio - E' un momento di scarico, c'è chi taglia tutto a zero ed esce poi con un viso luminoso. C'è chi arriva accompagnata da amiche o sorelle e chi preferisce il sostegno del marito, c'è chi si vede talmente bella che al termine della messa in piega ti invita a mangiare una pizza». Il nuovo look si sceglie tra una risata e qualche dolce. A volte è molto semplice, a volte più complicato, fin quando la parrucca fa splendere il sorriso su volti provati dalla malattia e, per qualche attimo, si dimentica tutto il resto, grazie a chi riesce a trasmettere di nuovo la gioia di vivere. Per informazioni 0746-271672 o 348-4692723.
Sabato 13 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 03:05

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