Amazon rilancia sui posti di lavoro a Rieti: «Ora lavoro stagionale, poi in tre anni faremo più di mille assunzioni fisse»

di Raffaella Di Claudio
Non si scompongono in Amazon a Passo Corese (Rieti). Alle dure parole pronunciate da due dipendenti che hanno raccontato a Il Messaggero quanto sta avvenendo nel centro di distribuzione coresino, tra licenziamenti e ritmi di lavoro stressanti, rispondono, sostenendo, in sintesi, che questa è la realtà della multinazionale e che nessuno ne aveva fatto mai mistero.

«Come ribadito più volte - dichiarano da Amazon - la nostra attività è altamente stagionale, per questo, sotto picco impieghiamo personale a tempo determinato, che svolge un ruolo importante nel consentirci di gestire in modo affidabile e rapido le consegne nei periodi estremamente impegnativi. Per esempio nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni, avviato nel 2011 con 150 dipendenti, in 6 anni sono stati assunti a tempo indeterminato in 1.600. Per dare una proporzione: nel 2012 sono stati oltre 120 i dipendenti il cui contratto è stato convertito da determinato a indeterminato, con una crescita graduale fino ai 500 convertiti nel 2016. Provvediamo continuativamente alla conversione dei contratti da tempo determinato a indeterminato, proponendoli a coloro che ci supportano nei periodi di più intensa attività lavorativa. Come annunciato, di qui a tre anni a Passo Corese saranno operativi 1.200 dipendenti assunti a tempo indeterminato».

I POCHI SABINI ASSUNTI
Sui pochi farensi assunti Amazon risponde genericamente che «il 95% dei dipendenti del nostro centro di distribuzione risiede nel raggio di 40 chilometri da Passo Corese». Sostenendo che a tutti i dipendenti a tempo determinato «è stato comunicato sia al momento dell’assunzione che prima di Natale che, data la specificità stagionale dell’attività, avremmo affrontato un calo dei volumi a gennaio e che la conseguente riduzione del personale impiegato sarebbe stata legata a questo e non alla loro prestazione lavorativa». Per le pressioni sulla produttività, Amazon dichiara che «mantenendo alta l’attenzione sulle esigenze del nostro personale e sull’impegno assunto di garantire un ambiente di lavoro confortevole per tutti i dipendenti, come la maggior parte delle aziende abbiamo delle aspettative sulle prestazioni dei dipendenti. Tali obiettivi di produttività sono fissati oggettivamente, in base ai livelli di prestazioni precedentemente raggiunti dalla forza lavoro e valutati per un lungo periodo».

LA REAZIONE DEL SINDACO BASILICATA
I dipendenti Amazon non hanno risparmiato nemmeno la politica, e soprattutto il sindaco di Fara Sabina, Davide Basilicata. Parole che non sono state gradite dal primo cittadino, che ci ha tenuto a sottolineare «come il sindaco non ha alcun potere decisionale». «Esprimo rammarico per i lavoratori che si sono trovati in questa situazione - esordisce Basilicata, che aveva avuto sentore delle lamentele «perché la città la viviamo e quello che vive la città lo viviamo e percepiamo anche noi».

Però il problema è chiaro: c’è un sistema di normative nazionali, promosse dai governi di centrosinistra, che favorisce il precariato. La responsabilità è da riprendere lì, il sindaco in questo non ha nessun potere. Così come anche nelle politiche aziendali. Il processo di selezione, assunzione e stabilizzazione è dettato dalla normativa nazionale e da procedure interne e anche lì il sindaco e la politica non hanno alcun potere. Posso solo dire quello che abbiamo fatto e continueremo a fare: evidenziare se emergono problematiche, come in questo caso sta avvenendo, e supervisionare. Senza mai pensare che io possa uscire dalle mie competenze».
 
Venerdì 12 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-01-2018 08:42

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5 di 7 commenti presenti
2018-01-14 16:27:36
Parte 6 di 6 Un altro comportamento-abuso di Amazon da evidenziare iniziato da gennaio è “consigliare” i lavoratori sia full time che mog a prendersi dei permessi non retribuiti scalabili dalle ferie nei giorni in cui hanno basso carico di lavoro. Al di la che è indegno che l’azienda ti “consigli”, come una specie di camorra, quando prendere le tue ferie ovvero quando fa comodo ad Amazon ma poi sono successe anche altre due serie di fatti collegati a questa pretesa: a) molti non avevano ancora maturato le ore necessarie per prendersi le 8 ore di permesso e sono andati a debito; b) dopo aver “consigliato” e ottenuto le ferie non volontarie nei giorni scorsi è capitato che i lavoratori sono stati richiamati per andare a lavoro nonostante in ferie concordate per carenza di specifico personale in alcuni reparti. Una raccomandazione che faccio a chi chiamato da fuori regione o comunque dovrebbe trasferirsi da lontano, fatevi due calcoli su entrate e uscite: tendenzialmente se non avete la sicurezza di un contratto decente con chiamate e rinnovi di due settimane in volta non si vive o lo si fa facendo una vita da cani sempre se si riesca a trovare un alloggio decente a prezzi umani, infatti a fine giro quel che si mette in tasca è veramente poco e quasi non ne vale la pena e lo dice chi ha fatto i salti mortali per arrivare a questa fregatura!
2018-01-14 16:26:54
Parte 5 di 6 Sulla tanto decantata meritocrazia delle aziende americane stento a non ridere. Ragazzini manager dopo 2 mesi e mezzo di corso a Piacenza, disorganizzazione tra reparti, totale incapacità delle risorse umane aka gli amministrativi di far i calcoli corretti sul fabbisogno di personale e lavoratori non rinnovati nonostante avessero produttività molto alte ben sopra la media richiesta. Sull’ultimo punto vorrei essere chiaro, farsi il mazzo non paga, impegnarsi e dare il massimo è largamente inutile tanto finché non si è dentro a tempo indeterminato o si è amico o lecchino del manager non importa, se devono ridurre il personale si finisce sotto la scure. Dare il massimo serve solo a far aumentare gli enormi profitti del capo della baracca che con i giochini dell’elusione fiscale e di spostare i profitti nei paradisi fiscali ingrassa così come fanno le altre grandi multinazionali. Diffidare dai manager con il sorriso da 32 denti quelli con più umanità sono sempre quelli che si comportano in modo normale senza eccessi anormali dettati da politiche aziendali ridicole.
2018-01-14 16:25:59
Parte 4 di 6 Confermo decine di persone con il badge già bloccato prima del proprio turno di lavoro e il personale interno di Amazon incapace di dare spiegazioni parlava di problemi tecnici quando una simile situazione era già accaduta con i non-rinnovi di metà dicembre, oltretutto superata la prima umiliazione tantissimi si sono visti sloggare dai terminali dopo le ore 15 durante il lavoro, raccolti nell’area briefing rassicurati con scuse ridicole e solo dopo liquidati da un manager che ha confermato il mancato rinnovo del contratto con la delicatezza di un elefante in corsa nel traffico di una città. Sulle assunzioni è giustamente corretto chiamare prioritariamente o comunque a parità prima i lavoratori del posto e lo dice una persona che è stata chiamata da un’altra regione e ha voluto scommettere per Amazon, ben conscio che le palle raccontate sia all’agenzia che al corso dei tre giorni erano tali, consapevole che l’entusiasmo diffuso dai formatori e acquisito dagli ignari lavoratori non sarebbero stati ripagati. Io personalmente credo di averci rimesso complessivamente calcolando tutte le spese circa 2.500 euro di tasca al netto delle entrate, ovviamente avevo messo in conto di spender soldi almeno all’inizio però di recuperarli alla lunga. Invece sembra proprio di no.
2018-01-14 16:24:59
Parte 3 di 6 Al di la delle modalità, che io ritengo da sfruttamento, con le quali Amazon azienda utilizzatrice si fa prestare personale assunto dalle agenzie del lavoro, nel caso di Passo Corese, Adecco e Gi Group, bisogna dire chiaramente che le agenzie del lavoro non sono state assolutamente chiare con il fatto che si sarebbe stati mandati a casa dopo un paio di rinnovi e si serviva solo e solamente per i picchi di lavoro natalizi. Io come altri sia al primo colloquio in agenzia che al famoso corso dei tre giorni abbiamo chiaramente inteso che le modalità contrattuali non erano certamente di questo tipo o comunque non è stato detto chiaramente che saremo stati personale usa e getta, anzi chi doveva indorare la pillola su quanto fosse bello lavorare per Amazon illustrava una fiaba con possibilità di crescita professionale. Quel che è successo i primi giorni di gennaio quando era evidente che non avrebbero rinnovato centinaia di contratti per mancanza di lavoro, ergo finito il picco e avendo loro fatto male i calcoli del personale necessario richiesto sicuramente in sovrannumero e comunque anche spostato un non indifferente carico di lavoro verso Piacenza dove li i dipendenti sono assunti a tempo indeterminato e con CCNL “commercio” e non logistica (in soldoni 200 euro di differenza in busta paga), è stato veramente vergognoso.
2018-01-14 16:23:52
Parte 2 di 6 c) Oltretutto le agenzie del lavoro private che gestiscono la selezione del personale hanno tutto l’interesse ad aumentare il numero di chiamate e assunzioni. Ora con contratti non rinnovati a centinaia di lavoratori ed essendoci meno lavoro rispetto al picco continuano a chiamare per primo colloquio, corso e visite mediche!! I famosi corsi di tre giorni non sono ovviamente totalmente a carico loro, anzi.. Per ogni assunzione lo Stato garantisce X (centinaia di euro), per ogni ora lavorata l’agenzia ha X euro di compenso da parte di Amazon (poi ovviamente ci si lamenta delle paghe basse, chiaro la differenza del dovuto se la intasca l’agenzia!) oltretutto tutto è studiato in modo che non si raggiungano i tre mesi di lavoro per non aver diritto all’indennità di disoccupazione! Chi è stato la dentro sa benissimo che salvo i 400 assunti direttamente da Amazon già all’apertura indispensabili per il funzionamento minimo dell’impianto i contratti fino ad ora rinnovati oltre i 4 mesi effettivi sono pochissimi, una manciata. Il motivo di tali non rinnovi entro i tre mesi è semplice, l’INPS dovrebbe pagare indennità di disoccupazione a migliaia di persone transitate da settembre che hanno maturato i mesi per averne diritto. Chiusa la premessa arrivo al punto prendendo spunto anche dal precedente articolo in risposta al presente che tratta la questione di cui già mi ero ripromesso di scrivere qualcosa e partendo da varie affermazioni che io ritengo incomplete
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