Giallo sul numero esatto dei Pontificati:
Benedetto IX ebbe tre mandati

di Luca Lippera
ROMA - Essendoci di mezzo i millenni, la Chiesa e le lotte che l’hanno contraddistinta per secoli, anche i «numeri» del prossimo successore di Pietro sono tutt’altro che certi. Pochi sanno ad esempio che Benedetto XVI è stato il 263° Papa nella storia del Cristianesimo, ma che il pontificato chiuso dal fulmine della rinuncia è stato invece il 265° della serie. Il Conclave dunque eleggerà il 266° vicario di Cristo in Terra ma non potrà cancellare un’incongruenza che merita di essere esplorata.

La discrepanza tra il numero dei papi e il numero dei pontificati affonda le radici nell’anno Mille. La fine del mondo profetizzata per decenni in nome di Dio non c’era stata e le grosse famiglie romane, millantando credito con l’Imperatore (che stava in Germania), si contendevano il soglio di Pietro a colpi di spada, con il veleno e con le clientele. Così accadde che Benedetto IX, tra il 1032 e il 1048, fu Papa per ben tre volte. Scacciato una prima volta da Roma, tornò e si fece rieleggere. Mandato via di nuovo e sostituito da Silvestro II, riuscì a deporlo. Dopodiché decise di vendere la carica al padrino che fu eletto con il nome di Gregorio VI. Ma i torbidi, in una giostra di lotte fratricide, sullo sfondo di una Roma rurale e corrotta, continuavano. Così l’imperatore in carica, Enrico III, stanco della confusione, intervenne. Si presentò a Sutri, dove era stato convocato un concilio, e impose il vescovo tedesco Suitgero che diventò Clemente II.

Era il 1046. Ma Benedetto IX, al secolo Teofilatto dei Conti di Tuscolo, nipote di altri due pontefici, non mollò la presa: la carica gli piaceva da matti. San Pietro allora non esisteva e neppure il Vaticano. Il quartier generale della Chiesa era il Palazzo del Laterano. Una sera, nel novembre del 1047, Teofilatto occupò l’edificio alla testa di una marmaglia e si fece eleggere Papa per un terzo mandato: Clemente era appena morto. Un anno dopo, però, i patrizi di Roma lo cacciarono ancora: l’uomo, evidentemente, non era conciliante. Questa volta l’esilio fu definitivo, perché, mutatis mutandis, intervenne la «magistratura» pontificia: Benedetto IX fu accusato di simonia e scomunicato. Ma intanto lo stesso uomo, con lo steso nome, aveva condotto la Chiesa - qualunque cosa fosse a quei tempi - per ben tre volte. Un eredità che si farà sentire anche nel prossimo Conclave. I cardinali riuniti nella Cappella Sistina si apprestano a far iniziare il 266° pontificato della Storia. Ma l’erede di Joseph Ratzinger - anche lui un Benedetto - sarà solo il 264° della serie.
Lunedì 4 Marzo 2013, 23:42 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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