Papa, Maradona: «È stata la mano di Dio». La lettera del Pibe de oro

Maradona a Roma
di Diego Armando Maradona
Che gioia. Adesso che il mondo ha un Papa argentino, dico che questo è motivo di orgoglio ed è un grande onore per tutti noi argentini. Sono davvero molto contento e sono certo che il mio entusiasmo è quello dell’intero popolo argentino. Ho seguito l’elezione del Pontefice in televisione, nella mia casa di Dubai. Ho raccontato il mio entusiasmo al mio avvocato napoletano, Angelo Pisani, che mi ha telefonato apposta dall’Italia. Sono un cattolico fervente e sono orgoglioso della mia fede. Avere un Papa della nostra terra è un grande onore per l’intera Argentina. Vorrei fare un commento scherzoso. In Argentina ricordano tutti la “mano di Dio”, quella che durante i Mondiali del 1986 intervenne nella gara con l’Inghilterra. Nella mia terra la “mano di Dio” adesso ha portato un Papa argentino. Eppoi in Argentina dicono che il dio del pallone è argentino. Adesso che anche il Papa è nato nello stesso paese, vuol dire che il cuore della religione è qui. In questo momento ricordo il giorno felice in cui incontrai Giovanni Paolo II, un incontro che non dimenticherò mai. Appena verrò in Italia mi auguro di poter avere un'udienza con il nuovo Pontefice.
Giovedž 14 Marzo 2013, 11:21 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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