Francesco sblocca la causa di Wyszynski, il cardinale che ha combattuto il comunismo in Polonia

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – Era considerato il bastione cattolico al comunismo, il gigante capace di tenere testa al Kgb e al Cremlino nella Polonia del dopoguerra fino al crollo del Muro. Il cardinale Stefan Wysziynski, primate polacco, diventerà beato. Papa Francesco ha firmato stamattina il decreto delle virtù eroiche. Ora si attende il miracolo per la beatificazione, ma la strada pare in discesa. Wyszynski fu il grande elettore che nel conclave del 1978 fece eleggere San Giovanni Paolo II. La sua causa di beatificazione era stata iniziata da Wojtyla nel maggio del 1989, superando velocemente la fase diocesana anche se poi si impantanò trai faldoni della Congregazione dei Santi a Roma. Papa Bergoglio la ha sbloccata. A prendere tempo è stata la complessa redazione dela ‘Positio super virtutibus’, la relazione finale frutto di centinaia di testimonianze, documenti, riflessioni. Si dice però che esisterebbe già una guarigione miracolosa pronta, ma tutto è ancora da passare al vaglio.

Wyszynski per il polacchi è considerato una specie di padre della patria, al pari di Giovanni Paolo II per il coraggio con il quale ha combattuto il comunismo durante gli anni dell’imperialismo sovietico. Durante il suo mandato fu oggetto di pressioni, di violenze psicologiche, di ricatti e persino del carcere, visto che per tre anni fu privato della libertà e della possibilità di comunicare con i suoi fedeli, ma non ha mai ceduto. Ai confini della Polonia c’erano le truppe sovietiche pronte a invadere, sarebbe bastata una scintilla ma Wyszynsky ebbe un ruolo chiave e riuscì a gestire la difficile situazione senza cedere a nessuna richiesta che mettesse in discussione i diritti di libertà della Chiesa”. 
Marted├Č 19 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:31

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